03 novembre 2016

Uno sguardo su Israele e Palestina: terza rassegna di film palestinesi

IL COMITATO VICENTINO PER LA LIBERAZIONE DEI PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI
e
IL CINEMA PRIMAVERA

IN OCCASIONE DEL 29 NOVEMBRE
GIORNATA INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETA’
CON IL POPOLO PALESTINESE

INVITANO LA CITTADINANZA

UNO SGUARDO su ISRAELE e PALESTINA

TERZA RASSEGNA DI FILM PALESTINESI

MARTEDI’ 15 NOVEMBRE 2016

GLI INGANNATI

dal libro UOMINI SOTTO IL SOLE 
di Ghassan Kanafani, Sellerio Edit


Titolo originale The Dupes. Drammatico, durata 107 min. - Siria 1972.




MARTEDI’ 22 NOVEMBRE 2016

AMORE, FURTI E ALTRI GUAI

Un film di Muayad Alayan.

Titolo originale Al-Hob wa Al-Sariqa wa Mashakel Ukhra.
Commedia drammatica, durata 93 min. Palestina 2015



MARTEDI’ 29 NOVEMBRE 2016



THE IDOL

Titolo originale Ya Tayr El Tayer. Biografico, durata 100 min. - Palestina, Qatar, Gran Bretagna 2015. - Adler Entertainment 

* IN PRIMA VISIONE A VICENZA *



alle ore 20,30 presso il CINEMA PRIMAVERA, via Ozanam 
VICENZA
                           
 INGRESSO 3€

La Palestina è sparita dalle notizie ma l'occupazione militare e l'oppressione del governo israeliano sono sempre più devastanti.
 
Il popolo palestinese continua a resistere: è schiacciato da uno stato potentissimo, che viola sistematicamente i diritti umani fondamentali nel silenzio complice del mondo, e da un governo palestinese spesso collaborazionista, corrotto, incapace di ascoltare la sofferenza del suo popolo.
 
Ciò nonostante molti Palestinesi non smettono di cercare, tra mille ostacoli, una "normalità" e riuscire a fare film è una testimonianza forte di questo impegno.
 
Film che non sono molto noti: in modo particolare THE IDOL, uscito nella scorsa primavera, non è mai stato proiettato nella nostra città, pur avendo ricevuto menzioni e recensioni molto positive.

26 settembre 2016

Una voce di pace per la convivenza - incontro con Jeff Halper

Halper è una voce davvero importante ed ancora  più importante è sostenerne l'impegno anche nella nostra realtà sempre più silente e indifferente!
Speriamo ci vedremo il 4 ottobre 


Jeff Halper Ã¨ conosciuto principalmente come il responsabile del Comitato israeliano contro la demolizione delle case  (ICAHD)( Israeli Committee Against House Demolitions)  e come l'autore dei libri Un Israeliano in Palestina (An Israeli in Palestine)  Ostacoli alla pace (Obstacles to Peace), in cui egli porta un’analisi critica, fondata, aggiornata e costruttiva  di ciò che sta accadendo in Palestina/Israele. Jeff ha appena pubblicato il suo nuovo libro Guerra contro il popolo: Israele, i Palestinesi e la pacificazione globale (War Against the People: Israel, the Palestinians and Global Pacification).La sua ultima serie di conferenze allarga la discussione Israelo-Palestinese per includere ciò che egli chiama "la Palestina globale", ossia l’esportazione da parte di Israele dell'occupazione palestinese in ogni angolo del mondo.
 
La presentazione di Jeff affronta due questioni principali. 
La prima parte è intitolata: Dove siamo diretti in Israele/Palestina? Con l’essenziale aiuto di mappe e immagini egli argomenta che la soluzione dei due stati è ormai morta e sepolta e che, di fatto, uno stato, uno stato di apartheid,  già esiste tra il Mediterraneo e il fiume Giordano, poi precisa che uno stato democratico  bi-nazionale sarebbe in fondo l’unica soluzione possibile, e evidenzia quali sono gli ostacoli ad esso da parte israeliana, da parte della comunità internazionale e anche da parte palestinese.
La seconda parte del suo discorso viene introdotta dalla domanda: In che modo, dopo quasi 50 anni di occupazione, Israele riesce a farla ancora franca? Mostrandoci come Israele sfrutta la nicchia di quella che chiama "la guerra securocratica" [n.d.t. Credo che voglia dire dominio, forza, governo della sicurezza essendo formata dall'unione di due termini sicurezza e il greco kratos], la controinsurrezione e la repressione interna in un mondo di neoliberismo militarista Jeff ci conduce verso il suo secondo libro Guerra contro il popolo (War Against the People) indicandoci un fenomeno globale in cui tutti veniamo palestinizzati. Esiste  un microcosmo di conflitti allargati con tentativi da parte dei poteri forti di reprimere e sfruttare i popoli di tutto il mondo; possiamo parlare dunque di una Palestina globalizzata, considerare i territori occupati come un laboratorio e i Palestinesi come cavie. Iin realtà le armi, le tattiche e i modelli di controllo che Israele perfeziona sulla pelle dei Palestinesi sono destinati a noi tutti. Esportando la sua occupazione, Israele si è posta al centro di quello che Jeff chiama l'industria di pacificazione globale.

Questa combinazione dei due temi principali riflette propriamente il movimento politico di Jeff. Pur continuando a fare parte della famiglia del comitato ICAHD (Comitato israeliano contro la demolizione delle case) essendo internazionalmente riconosciuto il suo ruolo di cofondatore, ha aiutato a creare la  nuova organizzazione con l'acronimo TPYN (The People Yes! Network)La gente sì! Rete, che si pone l'obbiettivo di rafforzare il coordinamento, proporre strategie e  campagne tra i gruppi di base progressisti di tutto il mondo. Come il suo nuovo libro globalizza la Palestina, così l'organizzazione TPYN riflette la necessità di globalizzare in modo efficace il cambiamento sociale di base, se vogliamo affrontare le questioni che ci riguardano a livello locale. Il giro di Jeff è perciò sponsorizzato da TPYN, e i fondi raccolti, sia attraverso onorari sia attraverso elargizioni  e contributi volontari andranno al sostenere il lavoro di TPYN.
 

Jeff Halper è un antropologo israeliano, l'ex capo del Comitato israeliano contro la demolizione delle case (ICAHD) e il coordinatore del progetto La guerra contro il popolo organizzato da TPYN. Noto attivista ha insegnato anche nelle università in Israele, Stati Uniti, America Latina e Africa. Tra i suoi scritti accademici e politici annoveriamo The Jewish Yishuv in Jerusalem in the Nineteenth Century (Westview, 1991); Ostacoli alla pace, un manuale risorsa di articoli e mappe sul conflitto israelo/palestinese, pubblicato da ICAHD; Un israeliano in Palestina (Londra: Pluto Press, 2008); e il suo ultimo libro Guerra contro il popolo: Israele, i Palestinesi e la pacificazione globale (War Against the People: Israel, the Palestinians and Global Pacification) (Pluto Press / Università di Chicago, 2015). 
Jeff ha partecipato al primo (e riuscito) tentativo del Free Gaza Movement per rompere l'assedio israeliano di Gaza nel 2008 raggiungendo Gaza in barca a vela. Fa parte del comitato di sostegno internazionale Tribunale Bertrand Russell (Bertrand Russell Tribunal) sulla Palestina, ed è stato proposto insieme all'intellettuale ed attivista palestinese Ghassan Andoni per il Premio Nobel per la Pace per l'anno 2006 dalla American Friends Service Committee.

19 settembre 2016

Incontro con il rabbino Jeremy Milgrom al Centro Culturale San Paolo



Jeremy Milgrom è un rabbino nato negli Usa. Ha studiato al seminario teologico ebraico di New York e si è trasferito in Israele nel 1968. Gran parte della sua vita l'ha dedicata all'impegno per i diritti umani e la pace in Medio Oriente. Nel 1988 è stato membro fondatore del movimento Rabbini per i diritti umani. Pioniere nel dialogo interreligioso con palestinesi musulmani e cristiani, ha fondato, insieme al reverendo anglicano palestinese Shehadeh Shehadeh, l'associazione Religiosi per la pace. Veterano dell'esercito israeliano, ha ottenuto di essere esonerato dagli obblighi di riservista dopo otto anni di battaglie legali.
 
Una presentazione del pensiero di Jeremy si può ricavare dal video su Youtube che lo riprende durante un incontro con scouts italiani, durante il loro campo nei territori occupati palestinesi.

 

13 agosto 2016

Palestina: quello che i media non dicono

Non è facile avere dai media notizie sulla situazione della Palestina occupata - realtà dimenticata - che siano complete, obiettive e proposte in modo tale da potersi formare dei convincimenti personali.
Un'occasione per comprendere e riflettere ci verrà data dall'intervento di 
Luisa Morgantini
già Vicepresidente del Parlamento Europeo
alla festa dei giovani della Sinistra Italiana 
venerdì 26 agosto
a Vicenza presso il parco delle Fornaci in via Farini



 

Luisa Morgantini, eletta parlamentare europea nel 1999 e riconfermata nel 2004 come indipendente, nel gennaio 2007 è stata eletta Vicepresidente del Parlamento Europeo con l'incarico delle politiche europee per l'Africa e per i diritti umani. Ha partecipato alle seguenti Commissioni: per lo sviluppo, per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere, Affari Costituzionali, Sottocommissione per i diritti dell'uomo. E' stata membro della Delegazione per le relazioni con il Consiglio legislativo palestinese; della Delegazione all'Assemblea parlamentare Euromediterranea; della Delegazione all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE. Ha fatto parte del gruppo di lavoro per l'osservazione elettorale e nell'intergruppo Iniziative per la pace.
È tra le fondatrici della rete internazionale delle Donne in nero contro la guerra e la violenza, è inoltre nel coordinamento nazionale dell'Associazione per la pace, un movimento per la non violenza e la pace.
Ha ricevuto il premio per la pace delle donne in nero israeliane e il premio Colombe d'Oro per la Pace di Archivio disarmo, è tra le 1000 donne nel mondo che sono state candidate al Premio Nobel per la pace.

Ecco infine, qui di seguito, il PROGRAMMA COMPLETO DELLA MANIFESTAZIONE "FORNACI ROSSE"
 
VENERDI’ 26 AGOSTO 

Ore 18:00 Bicchierata inaugurale con Achille Variati (Sindaco Vicenza) e Stefano Poggi (Nuova Sinistra) [Spazio Ristorante] 
Ore 18:15 Gran Ballo delle Fornaci in collaborazione con Balfolk Vicenza [prato centrale] 
Ore 19:00 "Banche popolari: anatomia di un crollo" con Roberta Paolini (Affari&Finanza-la Repubblica), Dario Loison (imprenditore) e Luigi Agostini (Federconsumatori). 
Ore 19:15 Presentazione de "La questione più che altro" di Ginevra Lamberti con Marianna Bonelli. In collaborazione con Spritz Letterario. 
Ore 20:30 "Referendum, sì o no? La parola ai giuristi" con Filippo Viglione (Università di Padova) e Marco Giampieretti (Università di Padova). Modera Francesca Nisticò. In collaborazione con Anpi Vicenza. 
Ore 20:45 "Palestina: quello che i media non dicono" con Luisa Morgantini (Assopace Palestina). In collaborazione con Il Comitato Vicentino di Solidarietà con i Detenuti Politici Palestinesi

SABATO 27 AGOSTO 
Ore 17:00 Apertura festa 
Ore 17:30 Dimostrazione aperta a tutti di Ultimate Frisbee. In collaborazione con Ultimate frisbee Vicenza - Frisbaobab. 
Ore 18:45 "Quale Europa dopo la Brexit?" con Brando Benifei (eurodeputato Pd-Pse) e Marco Furfaro (Sinistra Italiana). 
Ore 19:00 "Da aziende in crisi a cooperative di lavoratori: il workers buyout" con Franco Mognato (direttore Legacoop Veneto), una rappresentanza Cisl Veneto e presidenti di aziende venete cooperativizzate negli ultimi anni. Modera Giulio Todescan (Corriere del Veneto). 
Ore 19:30 "Nadia Pasini" monologo di Franca Rame e Dario Fo interpretato da Maria Luisa Zaltron [Palco] 
Ore 20:15 "Il Nord Est di Carlo Mazzacurati" con Ilvo Diamanti e Marco Messeri (attore). 
Ore 20:30 "Dall'assessorato alle Famiglie alle unioni civili" con Marco Giusta (assessore alle Famiglie di Torino), Isabella Sala (assessore alle Famiglie di Vicenza). Modera Mattia Stella. In collaborazione con Arcigay Vicenza. 

DOMENICA 28 AGOSTO 
Ore 11:00 Apertura festa 
Ore 13:00 Pranzo sociale volontari e amici di Fornaci Rosse 
Ore 15:00 Assemblea degli iscritti e dei simpatizzanti di Nuova Sinistra 
Ore 17:30 Laboratorio di Ciclofficina. In collaborazione con CiclEtica 
Ore 18:30 Ricordo di Giulio Regeni 
Ore 18:45 Dimostrazione di Next Area Parkour 
Ore 19:00 "Referendum si o no? La parola ai politici" con Alfredo D’Attore (Sinistra Italiana) e Giorgio Santini (Partito Democratico). 
Ore 19:15 Presentazione di "Una democrazia possibile" di Marco Almagisti con Paolo Giaretta (ex sindaco di Padova e senatore) e Giovanni Diamanti. 
Ore 20:30 "Giovani e pensionati: inevitabile scontro o alleanza possibile?" con Ivan Pedretti (segretario generale Spi-Cgil) e Giammarco Manfreda (coordinatore Rete degli studenti medi) 
Ore 20:45 "Caccia e ambiente: incontro o scontro?" con Giuliano Ezzelini Storti (Presidente Arcicaccia Veneto), Luigi Lazzaro (presidente Legambiente Veneto) e Francesca Zotti (consigliere regionale Pd). 

LUNEDI’ 29 AGOSTO 
Ore 17:00 Apertura festa 
Ore 18:30 Lezione gratuita di Iyengar yoga con Cristina Galeone 
Ore 19:00 Susanna Camusso intervistata da Ario Gervasutti 
Ore 21:00 Massimo D’Alema intervistato da Paolo Possamai 
Sabato e domenica dalle 18:00 alle 19:30 animazione per bambini in festa. Ogni giorno dalle 19:00 alla bowl del parco esibizioni e lezioni gratuite per bambini di skate a cura di Stalefish Skate School.

12 giugno 2016

Informarsi sulla situazione in Palestina. Due suggerimenti

Cari amici di Salaam
raramente i mezzi di informazione più conosciuti presentano servizi utili e adeguati per conoscere la drammatica situazione della Palestina. Con un po' di pazienza, però, si possono reperire sul web notizie e informazioni.

Vi proponiamo un paio di esempi.

Il primo è un video/messaggio di speranza sui bambini di Gaza. Lo troviamo su Youtube, dove basta cercare utilizzando una parola chiave, come "palestine" oppure "gaza" per trovare filmati interessanti.

Eccolo: "C'era una volta un ragazzo ..."

Il secondo esempio è un articolo di Federica Iezzi pubblicato su Nena News sul dramma dei malati di Gaza ad uscire dalla Striscia per accedere alle cure necessarie non presenti in loco.

Nenanews è un'agenzia di stampa sul Medio Oriente ricca di articoli che aggiornano continuamente su quanto accade in quella zona (tenuto conto che la situazione della Palestina è strettamente collegata a quella della regione).

Ecco l'articolo: "Il dramma dei malati gravi, uscire da Gaza è un inferno"


Le procedure per lasciare la Striscia per motivi di salute,  passando per il valico di Erez con Israele, sono lunghe e complesse, possono bloccarsi in qualsiasi momento, quasi sempre per “ragioni di sicurezza”. E altrettanto difficili sono sull’altro valico, Rafah, verso l’Egitto, ormai chiuso per gran parte dell’anno

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di Federica Iezzi

Khan Younis (Striscia di Gaza), 2 giugno 2016, Nena News  - 
Nel solo mese di marzo, le richieste di permessi alle autorità israeliane di uscita dalla Striscia di Gaza, attraverso il valico di Erez, per cure mediche sono state 2.205. Di queste ne sono state approvate solo il 69%. Rifiutata l’uscita a 121 pazienti tra cui 5 bambini. Nessuna risposta per 564 pazienti. Quasi impossibile ottenere permessi di uscita nell’età compresa tra 16 e 55 anni.

Il maggior numero di richieste è quello per cure oncologiche, seguono pediatria, ortopedia, cardiologia, ematologia, oftalmologia, neurochirurgia, medicina nucleare, urologia e chirurgia generale.

In Cisgiordania, Israele e Giordania. E’ qui che vengono curati i pazienti di Gaza. I principali ospedali che accolgono i malati della Striscia sono il Makassed hospital, l’Augusta Victoria hospital, il St John Eye hospital e l’Hadassah Ein Karem hospital di Gerusalemme Est, la Najah university-hospital di Nablus, il Tel-Hashomir di Ramat Gan in Israele e l’al-Ahli hospital di Hebron.

E’ lunga la trafila che un paziente palestinese deve seguire per uscire da Gaza. Intanto deve avere una garanzia finanziaria valido del Ministero della Salute palestinese e un appuntamento già fissato con l’ospedale ospitante. Già se la validità di questi due documenti scade prima che il paziente riceva il permesso, tutto il processo ricomincia mestamente da capo.

Dopo visita medica da parte di specialisti di Gaza o certificazione da parte del direttore generale di un ospedale gazawi, ciascuna pratica deve essere approvata da una commissione medica del Service Purchasing Department del Ministero della Salute palestinese, sia sulla Striscia di Gaza sia a Ramallah. I criteri maggiori per l’approvazione sono l’assenza di un particolare servizio sanitario nel territorio di Gaza e l’evidenza della copertura dell’assicurazione medica.

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Dunque la richiesta di permesso corredata da documenti di identità del paziente e della famiglia, visita medica e certificazione completa per la copertura dei costi deve essere presentata all’Israeli District Liaison Office almeno 7-10 giorni prima della data del ricevimento nell’ospedale ospitante, pena l’esclusione.
Parallelamente inizia l’arduo cammino per la richiesta del visto di entrata in Israele, per cure mediche. La pratica dura almeno tre settimane.

Stessa trafila tocca agli accompagnatori: che sia una mamma per la sua bambina o una moglie per il marito o un figlio per il genitore malato. I permessi adesso sono stati ristretti solo ai parenti di primo grado con età superiore a 55 anni. Tutto sotto la condizione dei controlli di sicurezza.

E allora chi copre i costi delle cure per i pazienti palestinesi che riescono ad uscire dalla Striscia? Per il 94% è il Ministero della Salute di Ramallah con circa dieci milioni di shekel (due milioni e mezzo di dollari) al mese. Seguono le organizzazioni non-governative Nour al-Alam, Peres Centre for Peace, Physician for Human Rights, Military Medical Services. Solo il 2% riesce a coprire autonomamente tutte le spese.

I costi per la cura dei palestinesi fuori dal territorio della Striscia raggiungono il 30% dell’intero budget per la sanità. Sicuramente sono una significativa fonte di entrate per gli ospedali cisgiordani e israeliani.

Nei Paesi arabi, il tempo medio di permanenza in ospedale di un paziente palestinese è di circa tre settimane, per periodi di cura più lunghi è necessario ottenere un ulteriore permesso.

Ultimo scoglio per chi ha un nome ‘vicino’ alle famiglie di Hamas, sono le cosiddette interviste di sicurezza da parte dell’Israeli General Security Services. Lo scorso marzo, 82 pazienti sono stati sottoposti ad interviste di sicurezza. Il risultato è stata l’interruzione del processo utile ad ottenere il permesso di entrata in Israele. E ad Erez non mancano nemmeno gli arresti di pazienti palestinesi con regolare permesso di uscita. Naturalmente si parla di detenzioni senza legale processo.

E visto che attualmente i servizi e i sistemi di sicurezza israeliani sono strettamente legati a quelli egiziani, a un palestinese a cui venga negato l’ingresso in Israele, verrà negato anche quello in Egitto. Questo si aggiunge alla ormai quasi completa chiusura del valico di Rafah, al confine tra Striscia di Gaza e Egitto, durante l’intero anno.

Secondo i dati del Medical Referral Directorate di Ramallah, nel 2015, 23.896 pazienti hanno ottenuto i permessi di uscita dalla Striscia di Gaza per cure mediche. E 6.689 dall’inizio di quest’anno. 
Nena News