20 luglio 2026

«Fate tutto il possibile per tirarmi fuori da questo posto»: l’appello alla libertà del dottor Hussam Abu Safiya

 

della Redazione Palestine Will Be Free,  Palestine Will Be Free, 16 luglio 2026.  

Gli appelli delle organizzazioni per i diritti umani a favore del suo rilascio non sono riusciti a dissuadere gli israeliani, che continuano ad agire in disprezzo del diritto internazionale e delle norme di comportamento umano.

Il dottor Hussam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza, che è rinchiuso da oltre 560 giorni nelle prigioni israeliane dove si praticano stupri e torture, ha lanciato un appello urgente ai suoi avvocati, esortandoli a «fare tutto il possibile» per ottenere il suo rilascio.

«Fate tutto il possibile per tirarmi fuori da questo posto», ha detto ai suoi avvocati durante una recente visita, secondo quanto riportato da Physicians for Human Rights-Israel (PHRI).

Il dottor Abu Safiya, attualmente detenuto nella struttura sotterranea di Rakefet e sottoposto a torture incessanti, ha riferito ai suoi avvocati di essere continuamente picchiato e tenuto in isolamento.

Durante una successiva visita alla struttura di detenzione sotterranea di Rakefet, ha riferito di essere stato nuovamente picchiato dalle guardie carcerarie dopo la visita precedente e di essere stato da allora tenuto da solo in isolamento. Ha riferito di avere un dito ferito e di soffrire anche di un problema all’occhio destro, ma di non ricevere cure mediche adeguate.

Il rapporto di PHRI ha sottolineato che al medico non veniva concessa alcuna privacy durante gli incontri con i suoi avvocati: «La visita si è svolta in condizioni che non consentivano una comunicazione riservata: dietro un divisorio opaco, tramite telefono, mentre le guardie carcerarie mascherate rimanevano a portata d’orecchio».

La mancanza di privacy limita certamente la quantità di informazioni che il dottor Abu Safiya potrebbe condividere con i suoi avvocati. I suoi precedenti ricorsi al sistema giudiziario israeliano per ottenere il rilascio avevano portato a misure ancora più repressive da parte delle autorità carcerarie, in apparente rappresaglia per i suoi sforzi volti a ottenere la libertà.

Durante una visita del 2 luglio, l’avvocato del dottor Abu Safiya ha documentato gravi lesioni, segni di aggressione fisica, difficoltà respiratorie e ripetuti episodi di perdita di coscienza, sollevando timori per la sua vita.

In quell’occasione, il medico ha detto al suo avvocato: «Questa è l’ultima volta che mi vedi… Mi hanno portato qui per uccidermi».

Il dottor Abu Safiya dirigeva l’ospedale Kamal Adwan, l’ultimo ospedale funzionante nel nord di Gaza, al culmine del genocida Generals Plan di Israele nel 2024. Nonostante un assedio israeliano all’ospedale durato settimane, il dottore continuava a fornire assistenza medica a un’ondata di pazienti, nonostante la crescente barbarie israeliana. Fu rapito il 27 dicembre 2024, dopo che gli israeliani avevano costretto il personale ospedaliero a evacuare la struttura.

Da allora è rimasto in carcere, nonostante non sia mai stato incriminato. La sua innocenza, tuttavia, non ha impedito agli israeliani di sottoporlo a orrori indicibili, mentre la sua famiglia affranta teme per la sua sorte tra abusi sempre più gravi e notizie sempre più allarmanti sulle sue condizioni di salute nelle segrete israeliane.

Gli appelli delle organizzazioni palestinesi e internazionali per i diritti umani a favore del suo rilascio non sono riusciti a dissuadere gli israeliani, che continuano ad agire in disprezzo del diritto internazionale e delle norme di comportamento umano. Hanno ridotto quasi tutta Gaza in macerie, hanno ucciso centinaia di migliaia di civili innocenti, tra cui decine di migliaia di bambini, hanno decimato le infrastrutture, avvelenato i pozzi d’acqua, distrutto scuole e università, attaccato ospedali e ucciso o rapito come prima cosa i medici, stabilendo così nuovi standard di barbarie.

La loro impresa di genocidio, che comprende il massacro quotidiano di intere famiglie, persino durante un presunto «cessate il fuoco», è stata completamente normalizzata. In questa nuova normalità, le suppliche del dottor Abu Safiya si sono rivelate, finora, poco più che quelle di un umanitario impegnato che grida nel vuoto mentre viene picchiato a sangue dai genocidari israeliani finanziati dall’Occidente che imperversano sulla sua terra ancestrale.



Quando c’era il genocidio ma i giornalisti parlavano di Belen

 

di Francesca Fornario       Il Fatto Quotidiano, 6 luglio 2026.  

Hanno sparato agli affamati in fila per il cibo sterminandone duemila, ma non si può dire che è genocidio e comunque “Taylor Swift e Travis Kelce presentano il loro nuovo cagnolino”

I soldati israeliani hanno pisciato nelle culle, cagato nelle pentole, bruciato i libri, distrutto le foto del matrimonio appese al muro della casa degli sposi, fatto i selfie sculettando con la biancheria intima della sposa rubata dai cassetti sopra alla mimetica, fatto il video per mandarlo alla fidanzata, fatto il video per aumentare i follower ma non si può dire che è genocidio e comunque “Harry e Meghan con i figli Archie e Lilibet hanno incontrato re Carlo III ad Highgrove, residenza privata del sovrano nelle Cotswolds”.

I soldati israeliani hanno fatto sbranare dai cani un ragazzo disabile e lo hanno lasciato morire dissanguato trascinando via la madre che li implorava di aiutarlo ma non si può dire che è genocidio e comunque “Belen guida il motoscafo in topless, con una mano regge lo sterzo e con l’altra si copre”.

I soldati israeliani hanno tenuto i punti giocando al tiro a segno. Un giorno bisognava colpire i bambini alla testa, un giorno ai testicoli, un giorno alla rotula ma non si può dire che è genocidio e comunque Massimo Recalcati psicanalizza Michele Mari che ha vinto il premio Strega (e nessuno dei due dice che è genocidio).

Il governo israeliano blocca l’uscita da Gaza e l’ingresso ai giornalisti, ai medici e pure ai biscotti e alla marmellata perché sono troppo calorici per donne e bambini mentre il 77 per cento della popolazione soffre di gravi livelli di insicurezza alimentare e per questo la mortalità infantile è raddoppiata ma non si può dire che è genocidio e comunque Dua Lipa si è sposata in Sicilia con 150 cannoli e il gelo d’anguria con i fiori di gelsomino cristallizzati raccolti alle 5 del mattino.

Hanno sparato agli affamati in fila ai punti di distribuzione cibo sterminandone duemila, hanno distrutto la rete idrica costringendo i sopravvissuti a campare con 6 litri a testa quando, per l’OMS, per garantire l’igiene ne servono tra i 50 e 100 ma non si può dire che è genocidio e comunque “Taylor Swift e Travis Kelce presentano il loro nuovo cagnolino decidendo però di mantenere il riserbo sui dettagli più intimi” (Boh, Tgcom24 li chiama così).

Hanno crivellato di colpi l’auto a bordo della quale una famiglia tentava di mettersi in salvo, crivellato di colpi l’ambulanza che andava a soccorrere la bambina unica sopravvissuta nell’abitacolo sotto i corpi insanguinati degli zii, crivellato di colpi l’abitacolo per ammazzare la bambina sopravvissuta ma non si può dire che è genocidio e comunque Prada propone delle ciabatte in rafia dalle tonalità beige impreziosite dall’iconico logo a triangolo con finiture in pelle.

Hanno colpito 36 ospedali su 36 ospedali funzionanti, lasciato morire i neonati nelle incubatrici dopo aver staccato la corrente, ucciso oltre 1500 medici e infermieri arrestandone decine senza processo e capo d’accusa, ammassandoli nelle carceri dove i prigionieri vengono sistematicamente torturati e stuprati con oggetti appuntiti infilati nell’ano fino a lesionare gli organi interni, nelle carceri dove sono detenuti oltre 300 bambini per terrorismo in virtù della legge che considera terrorista il bambino che lancia una pietra al tank che sta occupando il suo villaggio ma non si può dire che è genocidio e comunque Tarantino lascia la regia e torna a fare l’attore con Kylie Minogue.

Hanno fermato le ambulanze, fatto scendere i paramedici disarmati, li hanno uccisi uno dopo l’altro, li hanno seppelliti tutti e quindici con le loro ambulanze sotto la sabbia ma non si può dire che è genocidio e comunque Sinner blocca i crampi col succo di cetriolini.

Hanno raso al suolo intere città, scuole, chiese, moschee, campi da calcio, caffè in riva al mare, occupato militarmente quasi il 70 per cento della Striscia, distrutto tutte le università, costretto il 90 per cento della popolazione a vivere nelle tende, dato fuoco alle tende, ucciso oltre 72mila persone 21 mila delle quali bambini ma non si può dire che è genocidio e comunque quest’estate puoi rimpinguare le ciglia con ciuffetti monouso per valorizzare l’occhio senza appesantirle.

Hanno sparato ai pescatori perché pescavano, ai giornalisti perché facevano i giornalisti uccidendone a centinaia con esecuzioni mirate ma non si può dire che è genocidio e comunque è l’anno del Cavallo di Fuoco nel calendario dell’oroscopo cinese e le questioni pratiche, in particolare legate alla casa e alla famiglia, creano tensioni ma solo se sei Bilancia.

Hanno fatto sorvolare in piena notte gli accampamenti degli sfollati da droni che emettevano gemiti di neonati e latrati di cani così da far uscire fuori la gente terrorizzata per poi colpirla ma non si può dire che è genocidio e comunque esce il nuovo singolo di Beyoncè.

Hanno bombardato a tappeto il Libano, occupato il Sud del paese, raso al suolo villaggi, costretto un milione alla fuga, ucciso dal 7 ottobre oltre mille palestinesi in Cisgiordania dove non c’è Hamas, arrestato, in Cisgiordania, un palestinese su quattro nell’arco della sua vita e anche lì raso al suolo villaggi e sgozzato le pecore e tagliato gli ulivi e menato le suore e sparato ai preti e minacciato con le armi i carabinieri italiani e i deputati americani e torturato e sequestrato gli attivisti internazionali, i parlamentari europei, i medici e i giornalisti da tutto il mondo e hanno instaurato un sistema di apartheid e presentato i piani di pulizia etnica con i video fatti con l’AI dove al posto delle case dei palestinesi c’erano i resort di lusso e i casinò e Trump e Netanyahu a passeggio sul lungomare ma non si può dire che è genocidio e nemmeno si possono interrompere i rapporti militari e commerciali e strategici con Israele e nemmeno si può smettere di vendere le armi a Israele e si può solo sanzionare 20 ma meglio 21 volte Putin perché ha invaso l’Ucraina ma zero volte Israele che ha invaso la Palestina, il Libano, la Siria, ha bombardato sei stati sovrani con le armi di Trump che sanziona i giudici internazionali e l’ONU e chiunque abbia il coraggio di dire Genocidio e di denunciare l’Apartheid e comunque Giorgia Meloni, che non dice Genocidio e non riconosce la Palestina e non sanziona Israele e aumenta le spese militari come le chiede di fare Trump, veste Cucinelli che odia il verde e ama i colori pastello e non dice genocidio; Giorgia Meloni che promette il pugno duro contro i maranza, contro i migranti irregolari, contro gli Antifa ma non muove un dito contro gli assassini israeliani e americani va dal parrucchiere di Mara Carfagna e Elisabetta Gregoraci a fare il long bob biondo mielato col balayage.

E due cose studieranno i posteri: come è stato possibile, e come è stato possibile che noi giornalisti parlassimo prevalentemente d’altro. “Si vede che puntavano tutti al Premio Strega”.