04 agosto 2026

Da Gaza-Palestina a Supino (FR), Centro Bab El Shams di AssopacePalestina, dal 16 al 23 agosto 2026

 

A Supino, al centro Bab el Sham (la  Porta del Sole) di AssopacePalestina, dal 16 al 23 agosto 2026, 60 studentesse e studenti di Gaza, che hanno avuto borse di studio da diverse Università italiane, si incontreranno per conoscersi, scambiare idee, essere unə d’aiuto all’altrə per condividere la loro situazione, i bisogni e le necessità che hanno, le rivendicazioni da presentare al nostro governo; inoltre scambieranno con i rappresentanti italiani della società civile e dei partiti esperienze comuni diverse, per trovare insieme un percorso solidale.

Ci saranno anche momenti culturali e turistici. 

Le “Guide Turistiche per Gaza” di Roma si sono offerte di accompagnarli ad una visita a Roma, e poi ad Anagni, città storica, con un incontro con il Sindaco e la giunta comunale, e poi al mare e a un trekking sui Monti Lepini. 

Naturalmente saranno accolti dal sindaco di Supino, paese dove resteranno dal 16 al 23 agosto 2026. 

I Gazawi si sono offerti di fare una serata con la cittadinanza per far gustare la cucina palestinese che, come per l’Italia, ha grande importanza nella loro cultura. 

La serata, dalle ore 18.30, si svolgerà il giorno 19 agosto nella piazza Umberto di Supino.

AssopacePalestina è un’associazione di volontariato; i finanziamenti per le varie iniziative in Italia e in Palestina, sono fatti da donazioni volontarie. 

Potete vedere il nostro sito www.assopacepalestina.org, dove trovate anche i nostri progetti.

L’accoglienza, con vitto e alloggio per i sessanta ospiti (il viaggio per raggiungere Supino è a carico dei partecipanti) ha un costo che non possiamo permetterci. 

Probabilmente vi e ci direte: allora perché vi siete imbarcati in questa avventura?

Perché è importante accogliere e creare reti di solidarietà con giovani arrivati in Italia e che vivono i traumi di ciò che hanno vissuto

Oggi sono lontani dai bombardamenti, dalla distruzione, dalla fame e dalla sete che i gazawi continuano a subire, dove malgrado l’annunciata tregua, Israele continua ad uccidere bambini, uomini, donne e a radere al suolo tutto il nord e il centro di Gaza.

Ma il trauma continua per le loro famiglie ancora a Gaza, per il loro futuro in esilio, per il loro paese privato della libertà e dell’autodeterminazione.

A cosa mira questa lettera?

– A far sì che si esprima la vostra solidarietà in modo concreto.  

– Abbiamo bisogno di sostenere vitto e alloggio per 60 persone e gli spostamenti previsti per l’intera settimana. 

– L’alloggio per 42 persone è messo a disposizione da AssopacePalestina nel centro Bab El Shams, ma dovremo trovare altri 20 lettini e materassi per 20 persone. Li stiamo cercando in Ciociaria con le diverse organizzazioni sportive e altre.

– Acquistare vettovaglie per 60 persone per una settimana. Nel circondario stiamo cercando di raccogliere il cibo per almeno le colazioni e i pranzi e cioè, pomodori, latte, caffè, uova, olive, olio extra vergine, formaggi, marmellate, ma anche tonno, lenticchie, ceci, riso, cipolle, aglio, carote.

–  raccogliere fondi per le cene in pizzeria e i trasporti locali.

Potete versare il vostro contributo sul conto corrente bancario con la causale: Gazawi a Supino

Associazione Assopace Palestina ODV
BANCA ETICA
IBAN: IT55G0501803200000020001143
BIC: ETICIT22XXX

Per usufruire della detrazione fiscale, è necessario effettuare il bonifico con la dicitura “erogazione liberale” e, a seguire, l’indicazione del Progetto al quale si intende dare il contributo. Puoi scegliere di sostenere un progetto specifico tra i progetti in corso. Per la scelta dei progetti, consulta la pagina Progetti.

Un grande abbraccio, mentre vi ricordo ciò che dice Gioconda Belli (Nicaragua): “La solidarietà è la tenerezza dei popoli”.

Luisa Morgantini

Presidente AssopacePalestina   tel. 3483921465


20 luglio 2026

«Fate tutto il possibile per tirarmi fuori da questo posto»: l’appello alla libertà del dottor Hussam Abu Safiya

 

della Redazione Palestine Will Be Free,  Palestine Will Be Free, 16 luglio 2026.  

Gli appelli delle organizzazioni per i diritti umani a favore del suo rilascio non sono riusciti a dissuadere gli israeliani, che continuano ad agire in disprezzo del diritto internazionale e delle norme di comportamento umano.

Il dottor Hussam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza, che è rinchiuso da oltre 560 giorni nelle prigioni israeliane dove si praticano stupri e torture, ha lanciato un appello urgente ai suoi avvocati, esortandoli a «fare tutto il possibile» per ottenere il suo rilascio.

«Fate tutto il possibile per tirarmi fuori da questo posto», ha detto ai suoi avvocati durante una recente visita, secondo quanto riportato da Physicians for Human Rights-Israel (PHRI).

Il dottor Abu Safiya, attualmente detenuto nella struttura sotterranea di Rakefet e sottoposto a torture incessanti, ha riferito ai suoi avvocati di essere continuamente picchiato e tenuto in isolamento.

Durante una successiva visita alla struttura di detenzione sotterranea di Rakefet, ha riferito di essere stato nuovamente picchiato dalle guardie carcerarie dopo la visita precedente e di essere stato da allora tenuto da solo in isolamento. Ha riferito di avere un dito ferito e di soffrire anche di un problema all’occhio destro, ma di non ricevere cure mediche adeguate.

Il rapporto di PHRI ha sottolineato che al medico non veniva concessa alcuna privacy durante gli incontri con i suoi avvocati: «La visita si è svolta in condizioni che non consentivano una comunicazione riservata: dietro un divisorio opaco, tramite telefono, mentre le guardie carcerarie mascherate rimanevano a portata d’orecchio».

La mancanza di privacy limita certamente la quantità di informazioni che il dottor Abu Safiya potrebbe condividere con i suoi avvocati. I suoi precedenti ricorsi al sistema giudiziario israeliano per ottenere il rilascio avevano portato a misure ancora più repressive da parte delle autorità carcerarie, in apparente rappresaglia per i suoi sforzi volti a ottenere la libertà.

Durante una visita del 2 luglio, l’avvocato del dottor Abu Safiya ha documentato gravi lesioni, segni di aggressione fisica, difficoltà respiratorie e ripetuti episodi di perdita di coscienza, sollevando timori per la sua vita.

In quell’occasione, il medico ha detto al suo avvocato: «Questa è l’ultima volta che mi vedi… Mi hanno portato qui per uccidermi».

Il dottor Abu Safiya dirigeva l’ospedale Kamal Adwan, l’ultimo ospedale funzionante nel nord di Gaza, al culmine del genocida Generals Plan di Israele nel 2024. Nonostante un assedio israeliano all’ospedale durato settimane, il dottore continuava a fornire assistenza medica a un’ondata di pazienti, nonostante la crescente barbarie israeliana. Fu rapito il 27 dicembre 2024, dopo che gli israeliani avevano costretto il personale ospedaliero a evacuare la struttura.

Da allora è rimasto in carcere, nonostante non sia mai stato incriminato. La sua innocenza, tuttavia, non ha impedito agli israeliani di sottoporlo a orrori indicibili, mentre la sua famiglia affranta teme per la sua sorte tra abusi sempre più gravi e notizie sempre più allarmanti sulle sue condizioni di salute nelle segrete israeliane.

Gli appelli delle organizzazioni palestinesi e internazionali per i diritti umani a favore del suo rilascio non sono riusciti a dissuadere gli israeliani, che continuano ad agire in disprezzo del diritto internazionale e delle norme di comportamento umano. Hanno ridotto quasi tutta Gaza in macerie, hanno ucciso centinaia di migliaia di civili innocenti, tra cui decine di migliaia di bambini, hanno decimato le infrastrutture, avvelenato i pozzi d’acqua, distrutto scuole e università, attaccato ospedali e ucciso o rapito come prima cosa i medici, stabilendo così nuovi standard di barbarie.

La loro impresa di genocidio, che comprende il massacro quotidiano di intere famiglie, persino durante un presunto «cessate il fuoco», è stata completamente normalizzata. In questa nuova normalità, le suppliche del dottor Abu Safiya si sono rivelate, finora, poco più che quelle di un umanitario impegnato che grida nel vuoto mentre viene picchiato a sangue dai genocidari israeliani finanziati dall’Occidente che imperversano sulla sua terra ancestrale.



Quando c’era il genocidio ma i giornalisti parlavano di Belen

 

di Francesca Fornario       Il Fatto Quotidiano, 6 luglio 2026.  

Hanno sparato agli affamati in fila per il cibo sterminandone duemila, ma non si può dire che è genocidio e comunque “Taylor Swift e Travis Kelce presentano il loro nuovo cagnolino”

I soldati israeliani hanno pisciato nelle culle, cagato nelle pentole, bruciato i libri, distrutto le foto del matrimonio appese al muro della casa degli sposi, fatto i selfie sculettando con la biancheria intima della sposa rubata dai cassetti sopra alla mimetica, fatto il video per mandarlo alla fidanzata, fatto il video per aumentare i follower ma non si può dire che è genocidio e comunque “Harry e Meghan con i figli Archie e Lilibet hanno incontrato re Carlo III ad Highgrove, residenza privata del sovrano nelle Cotswolds”.

I soldati israeliani hanno fatto sbranare dai cani un ragazzo disabile e lo hanno lasciato morire dissanguato trascinando via la madre che li implorava di aiutarlo ma non si può dire che è genocidio e comunque “Belen guida il motoscafo in topless, con una mano regge lo sterzo e con l’altra si copre”.

I soldati israeliani hanno tenuto i punti giocando al tiro a segno. Un giorno bisognava colpire i bambini alla testa, un giorno ai testicoli, un giorno alla rotula ma non si può dire che è genocidio e comunque Massimo Recalcati psicanalizza Michele Mari che ha vinto il premio Strega (e nessuno dei due dice che è genocidio).

Il governo israeliano blocca l’uscita da Gaza e l’ingresso ai giornalisti, ai medici e pure ai biscotti e alla marmellata perché sono troppo calorici per donne e bambini mentre il 77 per cento della popolazione soffre di gravi livelli di insicurezza alimentare e per questo la mortalità infantile è raddoppiata ma non si può dire che è genocidio e comunque Dua Lipa si è sposata in Sicilia con 150 cannoli e il gelo d’anguria con i fiori di gelsomino cristallizzati raccolti alle 5 del mattino.

Hanno sparato agli affamati in fila ai punti di distribuzione cibo sterminandone duemila, hanno distrutto la rete idrica costringendo i sopravvissuti a campare con 6 litri a testa quando, per l’OMS, per garantire l’igiene ne servono tra i 50 e 100 ma non si può dire che è genocidio e comunque “Taylor Swift e Travis Kelce presentano il loro nuovo cagnolino decidendo però di mantenere il riserbo sui dettagli più intimi” (Boh, Tgcom24 li chiama così).

Hanno crivellato di colpi l’auto a bordo della quale una famiglia tentava di mettersi in salvo, crivellato di colpi l’ambulanza che andava a soccorrere la bambina unica sopravvissuta nell’abitacolo sotto i corpi insanguinati degli zii, crivellato di colpi l’abitacolo per ammazzare la bambina sopravvissuta ma non si può dire che è genocidio e comunque Prada propone delle ciabatte in rafia dalle tonalità beige impreziosite dall’iconico logo a triangolo con finiture in pelle.

Hanno colpito 36 ospedali su 36 ospedali funzionanti, lasciato morire i neonati nelle incubatrici dopo aver staccato la corrente, ucciso oltre 1500 medici e infermieri arrestandone decine senza processo e capo d’accusa, ammassandoli nelle carceri dove i prigionieri vengono sistematicamente torturati e stuprati con oggetti appuntiti infilati nell’ano fino a lesionare gli organi interni, nelle carceri dove sono detenuti oltre 300 bambini per terrorismo in virtù della legge che considera terrorista il bambino che lancia una pietra al tank che sta occupando il suo villaggio ma non si può dire che è genocidio e comunque Tarantino lascia la regia e torna a fare l’attore con Kylie Minogue.

Hanno fermato le ambulanze, fatto scendere i paramedici disarmati, li hanno uccisi uno dopo l’altro, li hanno seppelliti tutti e quindici con le loro ambulanze sotto la sabbia ma non si può dire che è genocidio e comunque Sinner blocca i crampi col succo di cetriolini.

Hanno raso al suolo intere città, scuole, chiese, moschee, campi da calcio, caffè in riva al mare, occupato militarmente quasi il 70 per cento della Striscia, distrutto tutte le università, costretto il 90 per cento della popolazione a vivere nelle tende, dato fuoco alle tende, ucciso oltre 72mila persone 21 mila delle quali bambini ma non si può dire che è genocidio e comunque quest’estate puoi rimpinguare le ciglia con ciuffetti monouso per valorizzare l’occhio senza appesantirle.

Hanno sparato ai pescatori perché pescavano, ai giornalisti perché facevano i giornalisti uccidendone a centinaia con esecuzioni mirate ma non si può dire che è genocidio e comunque è l’anno del Cavallo di Fuoco nel calendario dell’oroscopo cinese e le questioni pratiche, in particolare legate alla casa e alla famiglia, creano tensioni ma solo se sei Bilancia.

Hanno fatto sorvolare in piena notte gli accampamenti degli sfollati da droni che emettevano gemiti di neonati e latrati di cani così da far uscire fuori la gente terrorizzata per poi colpirla ma non si può dire che è genocidio e comunque esce il nuovo singolo di Beyoncè.

Hanno bombardato a tappeto il Libano, occupato il Sud del paese, raso al suolo villaggi, costretto un milione alla fuga, ucciso dal 7 ottobre oltre mille palestinesi in Cisgiordania dove non c’è Hamas, arrestato, in Cisgiordania, un palestinese su quattro nell’arco della sua vita e anche lì raso al suolo villaggi e sgozzato le pecore e tagliato gli ulivi e menato le suore e sparato ai preti e minacciato con le armi i carabinieri italiani e i deputati americani e torturato e sequestrato gli attivisti internazionali, i parlamentari europei, i medici e i giornalisti da tutto il mondo e hanno instaurato un sistema di apartheid e presentato i piani di pulizia etnica con i video fatti con l’AI dove al posto delle case dei palestinesi c’erano i resort di lusso e i casinò e Trump e Netanyahu a passeggio sul lungomare ma non si può dire che è genocidio e nemmeno si possono interrompere i rapporti militari e commerciali e strategici con Israele e nemmeno si può smettere di vendere le armi a Israele e si può solo sanzionare 20 ma meglio 21 volte Putin perché ha invaso l’Ucraina ma zero volte Israele che ha invaso la Palestina, il Libano, la Siria, ha bombardato sei stati sovrani con le armi di Trump che sanziona i giudici internazionali e l’ONU e chiunque abbia il coraggio di dire Genocidio e di denunciare l’Apartheid e comunque Giorgia Meloni, che non dice Genocidio e non riconosce la Palestina e non sanziona Israele e aumenta le spese militari come le chiede di fare Trump, veste Cucinelli che odia il verde e ama i colori pastello e non dice genocidio; Giorgia Meloni che promette il pugno duro contro i maranza, contro i migranti irregolari, contro gli Antifa ma non muove un dito contro gli assassini israeliani e americani va dal parrucchiere di Mara Carfagna e Elisabetta Gregoraci a fare il long bob biondo mielato col balayage.

E due cose studieranno i posteri: come è stato possibile, e come è stato possibile che noi giornalisti parlassimo prevalentemente d’altro. “Si vede che puntavano tutti al Premio Strega”.


04 maggio 2026

Video. Un prigioniero palestinese rilasciato in condizioni fisiche e mentali da renderlo irriconoscibile

 

28 aprile 2026

Un tempo muscoloso e forte, il bodybuilder palestinese Moazzaz Obaiyat, dopo nove mesi di detenzione in Israele, al momento del suo rilascio a luglio non era più in grado di camminare senza assistenza. Poi, durante un’irruzione nella sua abitazione avvenuta all’alba di ottobre, i soldati lo hanno arrestato nuovamente.

La sua triste e scandalosa vicenda in questo video di 4 min 20”:


https://youtu.be/bEr_wmJVkUQ?si=B6XDunsn0o0gJen0