06 novembre 2015

Uno sguardo su Israele e Palestina - prossimi film il 17 e il 24 novembre

Cari amici, 
è passata l'estate, è passato un po' di tempo durante il quale non abbiamo inviato proposte.
Sono stati mesi duri e di grande sofferenza per il popolo palestinese, anche se di questo i mass media parlano poco, limitando le notizie a singoli fatti di sangue ed evitando di parlare del problema di fondo - l'occupazione - che persiste e anzi si aggrava sempre più.

Per riportare il nostro cuore in Palestina, Salaam ragazzi dell'olivo propone in questo periodo tre appuntamenti: la proiezione di due film (il 17 e il 24 novembre) e l'importante incontro (il 1 dicembre) con lo scrittore e giornalista del settimanale israeliano “Haaretz” Gideon Levy. 
Intanto ecco il primo invito
  
“UNO SGUARDO su ISRAELE e PALESTINA”


LA SPOSA DI GERUSALEMME
di Sahera Dirbas
Martedì 17 novembre ore 20.30 
Cinema Primavera, in Via Ozanam a Vicenza

Jerusalem bride (Palestina 2010, 75'), è la storia di un matrimonio. E’ la storia di una ragazza palestinese che nella vita fa l’assistente sociale e del suo uomo, cameriere. Ma è anche la storia di una intera comunità, quella di Gerusalemme, composta da parenti, genitori, fratelli, amici e non solo. Una storia-pretesto, per metà fiction e per l’altra metà documentario, che ci catapulta nel cuore del centro storico della grande città santa delle tre religioni monoteiste, nella vita di tutti i giorni di questo popolo con tutti i suoi problemi e le sue speranze.
Il film è sì una storia “leggera”, ma è anche girato con grande capacità di coinvolgimento. Ben consapevole della durezza della vita quotidiana gerosolimitana, Sahera Dirbas ha saputo descrivere alla perfezione una realtà difficile grazie al suo modo di fare cinema, indipendente, militante e a basso costo.

Sahera Dirbas è nata a Haifa nel 1964, ma tuttora risiede a Gerusalemme. Ha girato anche altri film: “Stranger in my home” (2007), “Una manciata di terra” (2008), “138 pound in my pocket” (2009, premiato al Festival del Cinema Euro- Arabo di Santiago de Compostela), “Giving a new life” (2012), “Deir Yassin village and massacre” (2012).
Proiezione in collaborazione con Associazione Amicizia Sardegna-Palestina - Al Ard Doc Film Festival 2015-2016. A parziale copertura delle spese, chiediamo 3 euro per l'ingresso.

09 maggio 2015

Una trilogia palestinese, di Mahmoud Darwish


martedì 19 maggio alle 20.30 
presso il Centro Documentazione e Studi "Presenza Donna"
in contrà San Francesco Vecchio 20, Vicenza
sarà presentato il libro di Mahmoud Darwish

Una trilogia palestinese

I tre romanzi di uno dei più grandi poeti arabi contemporanei


  • Diario di un’ordinaria tristezza (1973) 
  • Una memoria per l’oblio (1987)
  • In presenza dell’assenza (2006)



Interverranno
Elisabetta Bartuli
arabista, curatrice del volume
Ramona Ciucani
arabista, traduttrice del volume 



"Ma non mi sono mai abituato alla mancanza del caffè del mattino, né a bere quella risciacquatura che è il tè. Che sia per questo che non mi sono adattato alla prigione? Un’amica, dopo che mi rilasciarono dalla prima prigionia, mi chiese: ‘Ti è andata bene?’ e io risposi: ‘No, perché non danno il caffè’ ”Così racconta la sua esperienza nel libro autobiografico “Una memoria per l’oblio” il grande poeta palestinese Mahmud Darwish, più volte prigioniero nelle carceri israeliane dal 1961 al 1970.

Josè Saramago lo definisce il più grande poeta del mondo. Mahmud Darwish è nato nel 1941 nel villaggio di al-Birweh, in Galilea. Il suo villaggio natale fu distrutto nel 1948 durante il primo conflitto arabo-israeliano. Fin da bambino Darwish si ritrovò “ospite illegale” nel suo stesso paese. Da giovane fu arrestato e condannato più volte a pene detentive, per la sua presenza in Israele senza permesso e per aver recitato poesie in pubblico. Studiò la lingua ebraica israeliana, perfezionando la conoscenza della sua lingua natia. Cominciò l’attività pubblicistica a diciannove anni e si costruì una solida preparazione linguistico-letteraria. Nel 1988 Mahmoud Darwish ha redatto il testo della Dichiarazione d’Indipendenza dello Stato Palestinese ed è stata la prima e ad oggi unica personalità palestinese dopo Arafat alla quale sono stati concessi i funerali di stato.

La sua poesia profuma spesso di caffè ed evoca momenti familiari semplici e intensi capaci di portare oltre al tempo e lo spazio.


------  *****  ------


Con l'occasione vi ricordiamo anche il terzo appuntamento del ciclo Palestina - Voci per chi non ha voce 


martedì 12 maggio alle 20.45 
presso il B55 Polo Giovani
in contrà Barche 55, Vicenza

Verrà proiettato il film Striplife - Gaza in a day di Nicola GrignaniAlberto MussoliniLuca ScaffidiValeria TestagrossaAndrea Zambelli.
Italia 2013 (v. il trailer del film) 

24 aprile 2015

Palestina - Voci per chi non ha voce - Secondo appuntamento

Vi ricordo il secondo appuntamento del ciclo Palestina - Voci per chi non ha voce

martedi' 28 aprile alle 20.45
presso il B55 Polo Giovani
in contrà Barche 55, Vicenza

con due volontarie di Operazione Colomba

Una di loro è stata tre mesi nel villaggio di At Twani, vicino ad Hebron, in Palestina, l'altra in Libano, nel campo profughi di Tel Abbas.



Operazione Colomba è il Corpo Nonviolento di Pace dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII.

Operazione Colomba è un progetto aperto a tutte quelle persone, credenti e non credenti, che vogliono sperimentare con la propria vita che la nonviolenza è l'unica via per ottenere una Pace vera, fondata sulla verità, la giustizia, il perdono e la riconciliazione.

I componenti sono volontari divisi essenzialmente in due gruppi: volontari di lungo periodo, cioè persone che danno uno o più anni di disponibilità a tempo pieno e volontari di breve periodo, cioè persone che danno uno o più mesi di disponibilità.
Dal 1992 ad oggi oltre mille persone hanno partecipato ai progetti di Operazione Colomba.
Le principali caratteristiche dell'intervento di Operazione Colomba:
- la nonviolenza: forza attiva e creativa che si concretizza in azioni di interposizione, accompagnamento, mediazione, denuncia, protezione, riconciliazione, animazione...
- l'equivicinanza: condivisione della vita con tutte le vittime sui diversi fronti del conflitto, indipendentemente dall’etnia, la religione, l’appartenenza politica...
- la partecipazione popolare: non sono richiesti particolari curricoli. Di indispensabile c’è l'adesione ad un cammino sulla nonviolenza, una limpida affinità con la proposta e con la vita di gruppo, la maggiore età e la partecipazione ad un corso di formazione specifico.
Un Corpo Civile e Nonviolento di Pace
Insieme a tante altre realtà italiane (in parte riunite nel Tavolo Interventi Civili di Pace e nell'IPRI rete CCP) ed internazionali (PBI, NPF, FOR, CPT...) riteniamo sia tempo di proporre e realizzare alternative efficaci e credibili allo strumento militare per intervenire nei conflitti internazionali, inter-statali ed intra-statali.
Durante quest’ultimo ventennio la società civile mondiale ha proposto forme nuove di intervento in diversi settori della vita internazionale.
Come ha riconosciuto l'allora Segretario Generale dell’ONU, Boutros Ghali, nella sua Agenda per la Pace, le ONG e la Società Civile possono ricoprire un ruolo fondamentale nella prevenzione dei conflitti, nel mantenimento della pace e nella costruzione della pace dopo i conflitti. Numerose risoluzione della Assemblea Generale dell'ONU affermano il diritto/dovere di intervenire a tutela dei Diritti Umani.
Operazione Colomba è un modello significativo ed efficace di Corpo Civile e Nonviolento di Pace che interviene nei conflitti armati e sociali acuti.

08 aprile 2015

Palestina - Voci per chi non ha voce

Palestina
Voci per chi non ha voce
Ogni giorno ci arrivano notizie sconvolgenti dalla Palestina: abbiamo la sensazione di ricevere pezzi di un puzzle che non sappiamo come comporre. 
Da questa nostra difficoltà di capire, parte l'intenzione di aprire un dialogo con chi può "dare voce a chi non ha voce" attraverso film, documentari, testimonianze, le riflessioni di chi vorrà partecipare. 

Gli incontri sono ad ingresso libero, organizzati da Arci Servizio Civile Vicenza in collaborazione con Salaam Ragazzi dell'Olivo Vicenza. 

Vi aspettiamo alle 20.45 al B55 Polo Giovani,
 in Contrà Barche 55, Vicenza


martedì 14 aprile 
Ricordando Vittorio Arrigoni



martedì 28 aprile

Testimonianze di due giovani vicentine recentemente rientrate da Palestina e Libano



martedì 12 maggio
Proiezione del film di Nicola GrignaniAlberto MussoliniLuca ScaffidiValeria TestagrossaAndrea Zambelli.
Italia 2013 (v. il trailer del film) 



martedì 26 maggio 
    Proiezione del film di Annemarie Jacir 
   Palestina 2008 (v. il trailer del film)

 
Arci Servizio Civile Vicenza è un’associazione di promozione sociale senza fini di lucro ed Ente di prima classe accreditato presso l’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile.
E’ la sede vicentina di Arci Servizio Civile e opera per diffondere la cultura e le pratiche del Servizio Civile Volontario sul territorio concretizzandole attraverso la gestione di progetti di Servizio Civile e l’offerta di servizi connessi alla realizzazione dei progetti stessi. Arci Servizio Civile Vicenza promuove i valori della pace, della nonviolenza, dell’obiezione di coscienza al servizio militare, e del servizio civile come forma di educazione alla cittadinanza e di contributo innovativo alle politiche a finalità pubblica.

Salaam Ragazzi dell’Olivo-Vicenza è un'associazione costituitasi a Vicenza nel novembre 2009 come articolazione locale di Salaam Ragazzi dell’Olivo associazione nazionale, operante in Italia tra il 1988 e il 2000. Tale associazione ha operato a sostegno dell’infanzia palestinese. Attraverso la proposta dell’adozione a distanza, Salaam ha fatto conoscere in Italia le condizioni del popolo palestinese, diffondendo in modo esteso e capillare moltissime iniziative solidali, alcune tuttora esistenti. Salaam di Vicenza continua a sostenere il progetto degli affidi a distanza ed è attiva soprattutto nel diffondere informazione sull’attualità  e sugli aspetti storico-culturali della Palestina.


B55 – polo giovani
Contra' delle Barche 55, 36100 Vicenza
Informazioni e appuntamenti 
Tel. 0444526142 
dal lunedì al venerdì
dalle 15.00 alle 19.00
www.b55.it 

28 marzo 2015

La terra degli aranci tristi - martedì 7 aprile a Schio

Nel marzo 1976 lo stato di Israele soffocava nel sangue una protesta contro gli espropri di terra in Galilea, uccidendo sei palestinesi e ferendone decine. Da allora il 30 marzo di ogni anno il popolo palestinese celebra la “Giornata della terra”  giunta fino ad oggi perché le politiche di confisca e gli  insediamenti coloniali sono stati incrementati.

Per celebrare anche quest'anno la “Giornata della terra” e per ricordare Ghassan Kanafani,
Martedì 7 aprile 2015 alle ore 20,30
presso il Circolo Operaio di Magrè di Schio
vi invitiamo ad assistere al monologo teatrale, recitato da Omar Suleiman, attore, narratore e mediatore culturale palestinese
La terra degli aranci tristi
tratto da un racconto di Gassan Kanafani.
Dopo lo spettacolo verranno offerti un aperitivo, il thè con dei bocconi salati, dei dolci e tanti spicchi di arance e di limoni che rappresenteranno la vita e la sofferenza dei palestinesi ovunque essi si trovano.
Gassan Kanafani fu un famoso giornalista palestinese, romanziere e scrittore di racconti. I suoi scritti erano profondamente radicati nella cultura arabo-palestinese; egli ispirò un'intera generazione in vita e anche dopo la morte, sia con le parole che con i fatti.
Nato ad Acri l'8 aprile 1936, Ghassan era figlio di un affermato avvocato e apparteneva ad una famiglia della buona borghesia araba.

Il giorno del suo dodicesimo compleanno, nel 1948, si compì, ad opera di bande armate ebraiche, il massacro di civili palestinesi nel villaggio di Deir Yassin: da quel giorno Ghassan si rifiutò di festeggiare ancora il proprio compleanno. Pochi giorni dopo, la città di Jaffa, dove nel frattempo i Kanafani si erano trasferiti, cadeva, come Acri e il resto della Palestina mandataria assegnata dal Piano di spartizione dell'ONU allo Stato ebraico, nelle mani delle forze israeliane e la famiglia scelse la via dell'esilio, dapprima sulle colline nel sud del Libano, poi a Damasco. La speranza era quella di poter tornare, quanto prima, in patria, ma la sua vita fu invece un esilio permanente.
Per Ghassan gli studi di letteratura andarono di pari passo con la passione per la pittura e il disegno e, contemporaneamente alla sua attività di insegnante elementare presso un campo profughi palestinese gestito dalle Nazioni Unite, crebbe, proprio confrontato alla realtà di questi bambini sfortunati senza apparente futuro, il suo impegno politico.
Seguendo i corsi dell'Università di Damasco entrò in contatto con George Habash, leader del Movimento Nazionalista Arabo, animato da ideali socialisti, e successivamente fondatore del Movimento Popolare di Liberazione Palestinese.

Un graffito per rendere omaggio a Kanafani, tracciato sul Muro

In questo contesto nacque la bella, accorata novella "La terra degli aranci tristi": un rifugiato, fuggendo con la famiglia dalla sua Palestina di fronte all'avanzata dell'esercito israeliano, porta con sé delle arance; man mano che passano i giorni, le notizie dell'ampiezza della sconfitta militare araba si fanno drammatiche e la consapevolezza che il ritorno in patria diventa sempre più problematico si fa strada nel protagonista assieme all'immagine delle sue arance, che avvizziscono senza rimedio.
L'8 luglio del 1972 Ghassan venne ucciso a Beirut, a soli 36 anni, da agenti israeliani che fecero esplodere un'autobomba, mentre era insieme a sua nipote Lamis di 16 anni.
Al momento della sua prematura morte, Ghassan aveva già pubblicato diciotto libri e centinaia di articoli sulla cultura, la politica e la lotta del popolo palestinese. Quanto avrebbe potuto ancora dare se gli fosse stato concesso di vivere più a lungo?

La biografia e notizie sulla produzione letteraria di Ghassan Kanafani si trovano suWikipedia