12 marzo 2009

Per chi non l'avesse ancora visto ...


Presso il Cinema Teatro Primavera
(in via Ozanam, a 100 metri dalla Chiesa di Santa Bertilla in Vicenza)

mercoledì 18/03/2009 ore 16.30 - 19.00 - 21.00
giovedì 19/02/2009 ore 19.00 - 21.00


verrà proiettato il film

del regista Eran Riklis (vedi dettagli e trailer).

Chi l'ha visto è rimasto colpito dalla forza delle immagini e delle riprese che rappresentano, con equilibrio e delicatezza, ma non per questo con minore crudezza, l'abisso che separa due popoli costretti a vivere vicini.

"Salma Zidane (Hiam Abbas) è una vedova palestinese di 45 anni. Vive nella sua casa di famiglia da sola da quando i suoi tre figli se ne sono andati e si dedica al giardino di limoni che per anni ha coltivato assieme al padre. Il piccolo appezzamento è proprio al confine tra Cisgiordania e Israele. Per il Ministro della difesa israeliano, suo nuovo vicino, quegli alberi non sono altro che una minaccia alla sua sicurezza ..."

Aggiungiamo un commento di Stefano Sarfati Nahmad, su Il Manifesto del 3.1.09:
"La politica, intesa come politica di rappresentanza e di potere, soccombe sotto le bombe israeliane. Veramente era già morta sotto tutte le bombe cadute in quella striscia di terra, ma come una zombie ogni volta si è rimessa a camminare, e nemmeno la sua ultima immagine post-moderna, giovane bella e di colore, potrà trasformarla in un essere vivente. Tolto dunque quello che non è, cosa resta? Quelli e quelle che fanno società, che è poi l'obiettivo della politica. Fanno società ad esempio le donne e gli uomini israeliani e palestinesi che lavorano insieme a progetti che camminano con le proprie gambe; fanno società donne israeliane e palestinesi in relazione tra loro nella quotidianità degli scambi materiali; fa società il buon senso femminile così come è raccontato magistralmente nel film Il Giardino dei Limoni: alla battaglia condotta dalla donna palestinese corrisponde un cambiamento nella moglie del ministro israeliano. D'altra parte, alla solitudine del ministro israeliano, corrisponde una carriera all'ombra del potere dell'avvocato palestinese. E è questa la mia battaglia: chiamare politica il fare società, chiamare «morto che cammina» la politica di rappresentanza e di potere"
Chiediamo sinceramente scusa per l'errore circa la data annunciata per la presentazione del libro "Porto il velo. Adoro i Queen. Nuove italiane crescono", da parte di Sumaya Abdel Qader.
Non sarà il 22 marzo, come scritto nella precedente e-mail.
Il meeting si è svolto invece questo pomeriggio, giovedì 12 marzo.
Si è trattato di un piacevole incontro con l'autrice, persona preparatissima e arguta, capace di cogliere atteggiamenti, tendenze e problemi di giovani, i cosiddetti immigrati di seconda generazione, la cui mappa di riferimento è un intreccio di due culture.
Alcuni brani, letti dall'autrice nella sede della conferenza, ci hanno fatto percepire un libro gradevole da leggere, inizialmente destinato agli adolescenti ma di sicuro interesse anche per un pubblico adulto.



Porto il velo, adoro i Queen

Giovedì 12 marzo alle 18
alla Scuola G.Ambrosoli, via Bellini 106 - Vicenza

sarà presente
Sumaya Abdel Qader
per presentare il suo libro
Porto il velo, adoro i Queen.
Nuove italiane crescono

ed. Sonzogno

Sulinda, 30 anni, nata a Perugia, sposata e con 2 figlie, vive a Milano dove studia lingue all'università per diventare interprete. Come tutte le donne della sua generazione affronta la vita con non poche difficoltà. Con una piccola differenza: è musulmana e porta il velo, e tanto basta perché la si consideri diversa. Camminare per strada, fermarsi davanti a una vetrina, andare in palestra, al mare, in vacanza all'estero, tutto acquista una colorazione speciale. E quello che per le sue coetanee è naturale per lei diventa una parodia o, nella migliore delle ipotesi, una piccola avventura.
Ma chi è Sulinda? Italiana o araba? Moderna o tradizionalista? Diversa o normale? Occidentale oppure orientale? Sicuramente fa parte di quella categoria di individui classificata come "seconda generazione", cioè figlia di immigrati ma nata e cresciuta in un Paese diverso da quello di provenienza dei genitori. Sulinda iscrive le sue figlie dalle Orsoline e allo stesso tempo pratica la propria fede musulmana con devozione ma senza per questo trovarsi in contrasto con la cultura italiana. Anzi. In questo libro Sulinda parla di fatti (molti) e accenna qualche riflessione e qualche giudizio (pochi). E lo fa con voce ironica e disincantata. Perché c'è poco da commentare quando si ha intelletto per comprendere che le piccole cose nascondono dinamiche profonde e identità variegate e complesse.
Una buona recensione è anche quella di Martino Pillitteri su Il Sole 24 Ore (clicca):
"E' il ritratto di una nuova Italia, un Paese che ospita 570mila nuove cittadinanze le 2G, le seconde generazioni, i figli degli immigrati nati in Italia. È la descrizione del loro processo di identità, di come mitigano le aspirazioni con le aspettative delle loro famiglie e di come si può mantenere le radici in un Paese e far crescere i rami all'estero ... "

28 febbraio 2009

Ilan Pappe "La pulizia etnica della Palestina" - presentazione del libro


Venerdì 6 marzo, alle ore 20,30
presso i chiostri di S.Corona
verrà presentato l'opera dello storico israeliano
Ilan Pappe
"La pulizia etnica della Palestina"
pubblicato in italiano da Fazi editore nel 2008.

L'autore, nato ad Haifa da genitori sfuggiti alla persecuzione nazista, è uno studioso appartenente alla corrente dei New Historians israeliani.Ha studiato a lungo la documentazione relativa alla nascita dello stato di Israele, compresi gli archivi militari desecretati nel 1998 ed insegna attualmente all'università di Exeter, in Inghilterra.

Elisabetta Bartuli, dell'Università di Venezia , introdurrà i relatori: Alfredo Tradardi, curatore del libro e Giorgio Frankel, giornalista che collabora con il Sole 24 0re.

Il libro è un'opera di grande importanza per conoscere aspetti poco noti del conflitto israelo-palestinese, uno dei nodi irrisolti più complessi della storia attuale.
Come sostiene il Times, in una sua recensione "La pulizia etnica della Palestina è assolutamente da leggere perchè ha anche una natura elegiaca, persino sentimentale,
quando parla delle vite perdute, cancellate, degli arabi palestinesi".

14 febbraio 2009

un bel film su Al Kamandjati - a Padova

mercoledì 18 febbraio 2009 alle ore 21
presso la sala cinematografica “Fronte del porto” in Via S. M. Assunta – Rione Guizza - PADOVA

per iniziativa del Consiglio Circoscrizionale n. 4, in collaborazione con l'Associazione per la Pace e l'Associazione Al Quds, verrà proiettato il bel film

“IT’S NOT A GUN” (NON E’ UN FUCILE)

di Pierre Nicolas Durand e Hélèna Cotinier (2004)

L’esperienza di una scuola di musica in Palestina per dare spazio ai sogni dei bambini.

E' la storia di Ramzi Abu Redwan, un Palestinese che nel 1998 arriva in Francia per studiare musica. Quattro anni dopo fonda l’Associazione Al Kamandjati (il violinista). L’obbiettivo è di creare una scuola di musica per I bambini del suo paese. Dal 2003, ogni estate Ramzi invita musicisti da diversi paesi per venire in Palestina ...

Ingresso libero

Per saperne di più, vedi il sito del progetto Al Kamandjati o leggi l'intervista che spiega l'azione del Violinista