06 marzo 2012

In attesa di incontrare suor Alicia


 

Nel ricordare gli appuntamenti di domani e dopodomani sera, già segnalati in precedenza, ecco qualche notizia relativa a suor Alice e all'ambiente in cui vive e lavora:
 Qualche nota sulla relatrice
Missionaria comboniana nata a Valladolid, sr. Alicia arriva in Terra Santa nel dicembre 2008, a ridosso dello scoppio della guerra di Gaza. È infermiera professionale,specializzata in Medicina internazionale all’Università di Brescia, e membro dei ‘Medici dei diritti umani’, coi quali collabora presso la clinica di Tel Aviv e attraverso la clinica mobile che raggiunge i più poveri di Israele. Fa parte dell’ équipe medica internazionale che ha permesso di accesso alla Striscia, ed è coinvolta attivamente come traduttrice dall’arabo con il ruolo di mediatrice tra la popolazione e le organizzazioni umanitarie. Impegnata nell’aiuto ai beduini che vivono nel deserto tra Gerusalemme e Gerico, è responsabile del progetto “Tutti a scuola: scuola materna per i bambini beduini”.


Campagna a sostegno della SCUOLA DI GOMME Alhan al Ahmar Palestina
Esiste una scuola elementare dove ogni giorno gli alunni sono costretti ad affrontare il terrore delle ruspe dell’esercito…
È la scuola di gomme, realizzata nel 2009 dalla ong Vento di Terra con una tecnica innovativa, utilizzando 2.200 pneumatici usati, al fine di ospitare 100 bambini beduini, esclusi dal diritto allo studio. Il progetto è stato finanziato dal consolato italiano, dalla conferenza episcopale italiana, dai comuni del sud Milano e dalla rete di sostegno a Vento di Terra. Oggi la scuola rischia di essere demolita e 100 bambini rischiano di perdere l’unica possibilità di accedere all’istruzione di base.
La richiesta di demolizione immediata è stata presentata dal movimento dei coloni alla corte suprema israeliana. Da tempo, a causa dell’insediamento illegale di 40 mila coloni, i beduini si trovano marginalizzati, privi di infrastrutture e diritti. Non hanno accesso all’acqua, all’energia elettrica, ai servizi. La scuola di gomme è divenuta un simbolo, ha restituito autostima, istruzione e dignità ad un’intera comunità.

01 marzo 2012

Una religiosa di confine nella Terra del Santo


Due appuntamenti da non perdere con sr. Alicia Vacas Moro

Riprendendo il tema del Festival Biblico di quest’anno “Perché avete paura? La speranza dalle Scritture”, il Centro Presenza Donna e l’Ufficio Diocesano Pellegrinaggi propongono due momenti di approfondimento e preghiera aperti a tutti, con sr. Alicia Vacas Moro, missionaria comboniana impegnata come infermiera nei territori della Striscia di Gaza e responsabile del progetto “Tutti a scuola: scuola materna per i bambini beduini”.


“Paure e speranze tra Gaza e il deserto”
7 marzo 2012 ore 20,30
presso il C.D.S. Presenza Donna
Contrà San Francesco Vecchio 20, Vicenza

Suor Alicia presenta la sua esperienza e il suo impegno di testimonianza evangelica per il rispetto dei diritti umani


“Briciole di vita per terre di speranza”
Preghiera al femminile
8 marzo 2012 ore 20,30
presso la chiesa di Araceli Vecchia, Vicenza

Un momento di preghiera e meditazione a partire dalla Parola, con la riflessione biblica e la testimonianza di sr. Alicia

Per informazioni:
Ufficio Diocesano Pellegrinaggi di Vicenza - Contrà Vescovado 3 - Vicenza - tel 0444-327146
email: info@linfadellulivo.it Siti: www.linfadellulivo.it - www.pellegrininellaterradelsanto.it
Centro Presenza Donna, Contrà S.Francesco Vecchio 20 – Vicenza – tel 0444 323382
email: info@presdonna.it Sito: www.presdonna.it

20 dicembre 2011

"Con gli occhi dei bambini" ...

"A Natale ritorniamo bambini ...
sgraniamo gli occhi di fronte al presepe ...
e poi ci lasciamo alle spalle l'anno vecchio ...
e guardiamo il mondo con gli occhi limpidi di un bambino ..."

Frasi fatte, da sempre ripetute
che rischiano di diventare stereotipi
 e perdere il loro messaggio di verità.

Abbiamo provato a cogliere alcuni sguardi di bambini
nelle nostre tappe in quella Terra in cui il messaggio è nato,
terra di fiori e di sangue, di olivi e di violenze,
terra di fratelli che si combattono
e di bambini che vorrebbero
ma non possono
guardare il futuro
'con gli occhi di un bambino'.

Ahmed (i nomi sono di fantasia ma non le storie) è un bambino fortunato. I suoi genitori sono riusciti a ricoverarlo al Caritas Baby Hospital di Betlemme prima che fosse troppo tardi ed ora sta meglio. Dovrebbe essere operato al cuore, però non vi sono reparti di chirurgia pediatrica nel West Bank. Bisogna passare il Muro ed entrare in Israele, ma non è detto che Ahmed e i suoi famigliari ottengano il permesso, e non è detto che quando l'ambulanza arriverà al check poit il soldato di guardia terrà per buono quel permesso ...

Rana vive nel campo dei beduini nomadi, pochi chilometri ad est di Gerusalemme. Il suo grande desiderio è di andare a scuola, la bella scuola di pneumatici e terra costruita dagli italiani, dove ci sono tutti i suoi amici più grandicelli. Ma su quella scuola gravano ben quattro ordini di demolizione, perchè anche Israele ha un suo progetto, quello di portare tutti i beduini in una riserva molto, molto lontano da Gerusalemme ...

Jussuf sarebbe un bambino contento, pieno di amici che vivono come lui nel campo profughi di Nablus. Però i suoi occhi si velano di tristezza perché non vede mai il papà che da anni cerca, trova e poco dopo perde il lavoro. Una volta fu perché dopo ore di attesa il check point non si aprì, un'altra volta si aprì troppo in ritardo, un'altra volta gli fu preferito un operaio turco, un'altra volta ancora fu licenziato senza preavviso e senza spiegazioni ...

 I bambini delle abitazioni che stanno attorno al villaggio di At-Tuwani restano chiusi in casa o, al massimo, possono gironzolare lì intorno. E' sempre rischioso andare da una casa all'altra, andare alla scuola del villaggio, pascolare le pecore in collina, perchè d'improvviso possono fischiare sassate o piombare su di loro i coloni armati di bastoni. Ma anche la casa non è sicura, di notte la porta può essere spalancata dal calcio di un militare che entra urlando 'per fare un controllo' ....

Quando guardiamo gli occhi limpidi dei nostri bambini 
e ci inteneriamo al pensiero
che dovremmo 'guardare il mondo con i loro occhi'
riflettiamo sul fatto
che dovremmo fare qualcosa
per rendere il mondo più presentabile.