09 ottobre 2023
Video. Luisa Morgantini commenta le prime notizie sull’attacco palestinese a Israele
Aggiornamenti sulla detenzione di Khaled El Qaisi
Sta bene e ringrazia tutti, singoli, organizzazioni, le diverse realtà e i rappresentanti delle forze politiche che, a vario titolo, hanno espresso solidarietà e vicinanza e che si sono spese e dedicate per la risoluzione della sua vicenda. E’ finalmente a casa con la propria famiglia ma al momento non è ancora riuscito a riprendere possesso dei propri documenti; attende intanto fiducioso lo scadere delle restrizioni che, ricordo, si estendono fino al 30 ottobre.
Mi riferiscono che a Betlemme, come in altre città e villaggi palestinesi, in ogni famiglia ci si attiva per riempire i bidoni dell’acqua, già “normalmente” carente, e per fare rifornimenti alimentari.
Mi riportano anche che sono state indette giornate di sciopero generale e che i checkpoint sono chiusi, che molti conoscenti che lavorano fuori Betlemme sono da giorni rimasti bloccati nelle città in cui lavorano, che il valico di Allenby è chiuso. Restiamo comunque vigili su tutte le evoluzioni.
Nei prossimi giorni seguiranno eventuali aggiornamenti da parte della famiglia e del Comitato
È una notizia che conforta anche se permane uno stato di limitazione della libertà con indagini ancora in corso. I giudici hanno, infatti, disposto il divieto di espatrio fino all’8 ottobre e l’obbligo per Khaled di rimanere a disposizione delle autorità. Daremo aggiornamenti sulle sue condizioni e sui dettagli del rilascio una volta stabilito un contatto diretto con lui.
In questo contesto, il comitato per la liberazione di Khaled e la sua famiglia restano vigili su una situazione ancora molto delicata, fino alla sua piena e definitiva soluzione.
AGGIORNAMENTO 26 settembre
30 SETTEMBRE 2023 – GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE PER KHALED EL QAISI SIT-IN DAVANTI ALLE SEDI RAI (ED EMITTENTI TELEVISIVE)
Questo è il link dove trovare tutte le informazioni su Khaled.
https://freekhaled.noblogs.org/
AGGIORNAMENTO 21 settembre
Israele: prorogata detenzione italo-palestinese El Qaisi fino al 1 ottobreE' stata prorogata di 11 giorni e quindi fino al 1 ottobre, la detenzione in carcere del cittadino italo palestinese Khaled El Qaisi arrestato da Israele lo scorso 31 agosto al valico di frontiera di Allenby con la Giordania. Lo ha fatto sapere la famiglia al termine di un'udienza svoltasi oggi a Rishon Le Tzion.
"Il tribunale ha deciso che, al termine di questa lunga proroga, sempre finalizzata alla raccolta di elementi, entro un massimo di 3 giorni a partire dal 1 ottobre - ha spiegato la famiglia - le investigazioni dovranno presentare delle accuse poiché il termine per questa forma di detenzione cautelare decadrebbe".
Appello di Amnesty International Italia
https://www.amnesty.it/israele-khaled-el-qaisi-deve-essere-scarcerato/
AGGIORNAMENTO 20 settembre
Pasquale Liguori intervista Luigi Daniele Senior Lecturer in Diritto dei Conflitti Armati e Diritto Internazionale Penale presso la Nottingham Trent University in Inghilterra:Radio3 Mondo trasmissione del 18 settembre
AGGIORNAMENTO 16 settembre
Link dove seguire il video sull'assemblea tenuta venerdì pomeriggio a La Sapienza di Roma
https://www.youtube.com/watch?v=Ha95U0eMbF8
AGGIORNAMENTO 15 settembre
AGGIORNAMENTO 14 settembre ore 16
Si è conclusa la udienza prevista oggi 14 settembre. I giudici israeliani hanno prolungato di nuovo la custodia cautelare/detenzione per altri 7 giorni accogliendo solo in parte la richiesta di 11 giorni fatta dalla procura che, da parte sua, non ha ancora avanzato alcuna accusa formale. Lo riferisce Francesca Antinucci, moglie di Khaled El Qaisi. A quanto si apprende oggi il giovane ricercatore universitario italo-palestinese ha potuto finalmente parlare al suo avvocato. Al termine dell’udienza è stato portato al Centro di detenzione di Petah Tikva.
https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2023/09/rec0911-180246.mp3https://www.assopacepalestina.org/2023/09/10/nuovo-rapporto-onu-di-francesca-albanese-sulla-privazione-della-liberta-personale-nel-territorio-palestinese-occupato/
https://twitter.com/amnestyitalia/status/1700070803524481358/photo/1
https://ilmanifesto.it/italo-palestinese-arrestato-senza-accuse-da-israele
https://ilmanifesto.it/khaled-el-qaisi-resta-in-cella-cresce-la-mobilitazione-in-italia
07 settembre 2023
Israele arresta Khaled El Qaisi, ricercatore italo-palestinese
Pagine Esteri, 6 settembre 2023 – Lo scorso 31 agosto il giovane ricercatore italo-palestinese Khaled El Qaisi è stato arrestato dalle autorità israeliane al valico di Allenby, tra Cisgiordania e Giordania. Ne danno notizia la moglie del ricercatore, Francesca Antinucci, e la madre, Lucia Marchetti.
El Qaisi, di doppia nazionalità, italiana e palestinese, la scorsa settimana, diretto ad Amman, stava attraversando il valico di Allenby con moglie e figlio dopo aver trascorso le vacanze con la propria famiglia a Betlemme. Al controllo dei bagagli e dei documenti è stato ammanettato sotto lo sguardo del figlio di 4 anni, e della moglie.
Antinucci spiega che alle richieste di delucidazioni sui motivi del fermo, non è seguita risposta alcuna da parte degli agenti di frontiera israeliani. Invece le sono state sottoposte domande per poi essere allontanata col figlio verso il territorio giordano, senza telefono, senza contanti né contatti, in un paese straniero. Solo nel tardo pomeriggio la moglie e il bambino sono riusciti a raggiungere l’Ambasciata italiana ad Amman grazie all’aiuto di alcune persone.
04 settembre 2023
Venezia 28 settembre - Presentazione dell'ultimo lavoro dell'autore palestinese Mohammad Sabaaneh, RACCONTO PALESTINA
"Dentro o fuori dal carcere, vivo o morto, qui sarai sempre un prigioniero.
«Ci hanno detto che siamo nati dai sogni di libertà» scrive Mohammad Sabaaneh in questo capolavoro del fumetto contemporaneo, tradotto per la prima volta in italiano dopo le edizioni in inglese, in arabo e in francese. E Racconto Palestina nasce dalla necessità di custodire, narrare, dare voce a quei sogni di libertà.
La forza della fiaba e la crudezza del presente, in queste tavole pazientemente incise dall’autore una ad una su linoleum, si fanno testimonianza poetica e politica, impegno creativo per non dimenticare.
Un giorno qualunque un uccello si posa sulla finestra di una cella e propone al prigioniero che la occupa un accordo: «tu porta la matita, io porto le storie». Racconto dopo racconto, uomo e uccello come dolenti cantastorie raccoglieranno i fili della memoria e del trauma intergenerazionale dell’occupazione ancora in corso in Palestina, tessendo in immagini nette e potenti la trama di un popolo in ostaggio. Il suo ordito è la speranza di una possibile solidarietà e la scelta di restare, di resistere con una determinazione più forte del sopruso.
Sostieni il comic-tour di Mohammad Sabaaneh e «Racconto Palestina»
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«Non importa dove ti trovi, la vita ha bisogno di speranza» |
Il Tour del fumettista palestinese Mohammad Sabaaneh
25 settembre - 6 ottobre 2023
Muhammad Sabaaneh, (Jenin 1978) vignettista e caricaturista, dal 2002 collabora con diversi giornali arabi, tra cui Al-Hayat al-Jadida, e in Italia le sue vignette vengono spesso riprese da riviste come Internazionale, Left, Fumettologica. Ha insegnato alla Arab American University di Ramallah, è membro dell’International Cartoon Movement e rappresentante per il Medio Oriente dell’organizzazione Cartoonists Rights Network International (CRNI).
Insignito di vari premi, sia nei paesi arabi che nel resto del mondo, oltre a numerose mostre personali, ha partecipato a diverse pubblicazioni internazionali in Europa e in Medio Oriente. La Georgetown University ha utilizzato le sue caricature per una ricerca scientifica. Nel 2017 è stato invitato in qualità di intellettuale più influente a rappresentare i palestinesi alle Nazioni Unite. Nello stesso anno, Sabaaneh ha ricevuto il primo premio all’Estaque International Caricature Festival di Marsiglia.
Racconto Palestina, pubblicato nel 2021 negli Stati Uniti con il titolo Power Born of Dreams, ha vinto il prestigioso Palestine Book Awards 2022 nel Regno Unito.
13 agosto 2023
Presentazione del rapporto della Relatrice Speciale Onu, Francesca Albanese, sui Territori Palestinesi Occupati .
Palestina senza libertà
Il 10 luglio scorso, durante la trentesima riunione della 53esima sessione ordinaria del Consiglio per i Diritti Umani alle Nazioni Unite, la dottoressa Francesca Albanese, Relatrice Speciale Onu sulla situazione dei diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati dal 1967, ha illustrato il suo nuovo Rapporto riguardante la diffusa e sistematica privazione della libertà attuata nel Territorio Palestinese Occupato. Il Rapporto era già stato inviato al Consiglio nel mese di giugno. Nel Rapporto si sottolinea come «nonostante l’invito dello Stato di Palestina», la dott.ssa Albanese non abbia poi potuto visitare il Territorio Palestinese «a causa del continuo rifiuto di Israele di facilitare il suo ingresso (nel Territorio)». Imperterrita, la Relatrice ha dedicato sei mesi di indagini, con incontri e sopralluoghi virtuali nei Territori Palestinesi e una visita in presenza in Giordania, per completare i suoi sforzi di studio e ricerca finalizzati alla stesura del Rapporto.
Il Rapporto si concentra sull’uso da parte di Israele dell’arbitraria privazione della libertà quale strumento di dominio e oppressione e affronta questioni strutturali e della portata di tale condotta. Il documento approfondisce quindi circostanze e procedimenti che determinano l’arbitraria privazione della libertà a carico dei Palestinesi. Secondo Albanese, «la realtà emergente è quella di una popolazione sottoposta a regime di occupazione che nella sua totalità costituirebbe minaccia per la sicurezza. Popolazione perciò spesso posta in condizione di presunta colpevolezza e dunque punita con l’incarcerazione anche per il semplice esercizio di libertà fondamentali». Albanese afferma che i maltrattamenti arbitrari e intenzionali subiti dai Palestinesi, insieme al pervasivo continuum carcerale e alle estese forme di reclusione e sorveglianza fisiche, burocratiche e digitali potrebbero potenzialmente configurarsi quali crimini internazionali perseguibili ai sensi dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, nell’ambito delle prerogative della giurisdizione universale.







