30 ottobre 2008

Tre libri da promuovere, diffondere e presentare

Il saggio di Ilan Pappe stabilisce un nuovo paradigma di interpretazione del conflitto israelo-palestinese. “Se questo è stato”, le implicazioni di natura morale e politica sono enormi, perché definire pulizia etnica quello che Israele fece nel ’48 significa accusare lo Stato d’Israele di un crimine contro l’umanità. Per questo, secondo Pappe, il processo di pace si potrà avviare solo dopo che gli israeliani e l’opinione pubblica mondiale avranno ammesso questo “peccato originale”. E la consapevolezza che “questo è stato” implica la messa in discussione della stessa risoluzione 181 di partizione del 29 novembre 1947, un passo necessario verso uno stato laico e democratico nella Palestina storica.

Il saggio di Yitzhak Laor esamina le motivazioni del nuovo filosemitismo europeo, in particolare di quello della sinistra europea. Costringe tutti/e a guardarsi in uno specchio. Spiega perché, come è avvenuto ad esempio contro la campagna di boicottaggio della Fiera del Libro di Torino, tutti si sono uniti al coro filoisraeliano. E’ una prima risposta alla domanda di Ilan Pappe: “perché l’Europa e il mondo occidentale permettono a Israele di fare quello che fa?”

Le poesie di Aharon Shabtai (clicca per leggerne alcune) confermano come il linguaggio dell’arte riesca meglio di ogni altro a raggiungere la dimensione della verità e a indurna la condivisione.

14 settembre 2008

Serata per Mahamud



Lunedi 22 settembre 2008 alle ore 21.00
nella Sala Comunale polivalente
in Via Diego Valeri 17/19 (laterale via Trieste)
di Padova

la Comunità Palestinese del Veneto
organizza una serata in ricordo di

Mahmoud Darwish
il grande poeta e scrittore palestinese scomparso nell'agosto scorso (v. post di agosto qui sotto)

12 settembre 2008

Incontro con sua Beatitudine mons. Michel Sabbah

« Bisogna credere nella nostra capacità di amare, noi tutti, israeliani e palestinesi. Noi siamo capaci di amare e di fabbricare la giustizia, per noi e per gli altri »
(
Michel Sabbah, 11 aprile 2006)
Mercoledì 17 settembre 2008 alle ore 20.00
a Villa san Carlo

siete invitati all'incontro con Sua Beatitudine
MONS. MICHEL SABBAH

PATRIARCA EMERITO DI GERUSALEMME

che presenterà il suo ultimo libro “VOCE CHE GRIDA DAL DESERTO” (edizioni Paoline)

Una voce limpida si leva da una terra
troppo a lungo martoriata e offesa dagli uomini:
da quella Terra santa, dove sembrano non spuntare più
i germogli della giustizia per ogni suo abitante,
Michel Sabbah
, patriarca latino di Gerusalemme,
invita le donne e gli uomini di buona volontà
a trovare il coraggio di denunciare le violenze
e di realizzare una pace equa per tutti.

L’arcivescovo Sabbah fu consacrato Patriarca latino di Gerusalemme il 6 gennaio 1988 da Giovanni Paolo II, primo palestinese a essere nominato a tale incarico, ritenuto il più alto ruolo della gerarchia cattolica in Terra Santa. Il 19 marzo 2008 ha rassegnato le dimissioni per sopraggiunti limiti d'età ed è divenuto Patriarca em erito. Gli succede l'arcivescovo coadiutore Fouad Twal.
Mons. Sabbah da sempre si è impegnato a favore dei Cristiani di ogni denominazione presenti in Terra Santa i quali, a loro volta, nutrono una grande stima nei suoi confronti. e guardano a lui come punto di riferimnto.
Da molti anni è un infaticabile fautore dei diritti dei Palestinesi e della possibilità di convivenza delle due nazioni indipendenti impegnandosi per il ritorno dei rifugiati palestinesi. Più volte si è opposto alla realizzazione del muro che si sta costruendo e ha chiesto che si ponga fine alla occupazione israeliana dei Territori.

n.b.: Villa San Carlo si trova a COSTABISSARA, a 6 km. da Vicenza sulla strada verso Thiene

10 settembre 2008

Olimpiadi per la Palestina








qualche vignetta per sorridere ... un po' amaramente

11 agosto 2008

E' scomparso Mahmoud Darwish

Mahmoud Darwish (al-Birweh, 13 marzo 1941 – Houston, Texas, 9 agosto 2008) è stato un poeta e scrittore palestinese.

È autore di circa venti raccolte di poesie (pubblicate dal 1964 a oggi) e sette opere in prosa, di argomento narrativo o saggistico. È considerato tra i maggiori poeti in lingua araba. È stato giornalista e direttore della rivista letteraria "al-Karmel" (Il Carmelo), e dal 1994 era membro del Parlamento dell’Autorità Nazionale Palestinese.

I suoi libri sono stati tradotti in più di venti lingue e diffusi in tutto il mondo. Solo una minima parte della sua produzione letteraria è stata tradotta in italiano.

Cosi scompare una delle voci più raffinati e audaci del mondo arabo. Mahmoud Darwish ha saputo esprimere, attraverso i suoi straordinari versi, la sofferenza del popolo palestinese.

Se desideri maggiori informazioni su Mahmoud Darwish v. la voce su Wikipedia oppure chiedi ulteriore documentazione a cgioseffi@yahoo.it

Innamorato dalla Palestina
di Mahmoud Darwish

I tuoi occhi sono una spina nel cuore
lacerano, ma li adoro.

Li proteggo dal vento
e li conficco nella notte e nel dolore
cosi la sua ferita illumina le stelle,
trasforma il presente in futuro
più caro della mia anima.

Dimentico qualche tempo dopo
quando i nostri occhi si incontrano
che una volta eravamo
insieme, dietro il cancello.

Le tue parole erano una canzone
che io tentavo di cantare ancora,
ma la tribolazione si era posata
sulle fiorenti labbra.

Le tue parole come la rondine
volarono via da casa mia
volarono anche la nostra porta
e la soglia autunnale
inseguendo te,
dove si dirigono le passioni ….

I nostri specchi si sono infranti
la tristezza ha compiuto 2000 anni,
abbiamo raccolto le schegge del suono
e abbiamo imparato a piangere la patria.

La pianteremo insieme,
nel petto di una chitarra;
la suoneremo sui tetti della diaspora
alla luna sfigurata ed ai sassi.

Ma ho dimenticato,
oh tu dalla voce sconosciuta !

Ho dimenticato,
è stata la tua partenza
ad arrugginire la chitarra,
o è stato il mio silenzio ?

Ti ho vista ieri al porto
viaggiatore senza provviste … senza famiglia.

Sono corso da te come un orfano
chiedendo alla saggezza degli antenati:
perché trascinare il giardino verde
in prigione, in esilio, verso il porto
se rimane, malgrado il viaggio,
l’odore del sale e dello struggimento,
sempre verde?

Ho scritto sulla mia agenda:
amo l’arancio e odio il porto,
ho aggiunto sulla mia agenda:
l porto mi fermai
la vita aveva occhi d’inverno,
avevamo le bucce dell’arancio
e dietro di me la sabbia era infinita!

Giuro, tesserò per te
un fazzoletto di ciglia
scolpirò poesie per i tuoi occhi
con parole più dolce del miele
scriverò “sei palestinese e lo rimarrai”

Palestinesi sono i tuoi occhi,
il tuo tatuaggio
Palestinesi sono il tuo nome,
i tuoi sogni
i tuoi pensieri e il tuo fazzoletto.

Palestinesi sono i tuoi piedi,
la tua forma
le tue parole e la tua voce.

Palestinese vivi, palestinese morirai.