04 gennaio 2008

Risultato della cena palestinese del 27 ottobre


Ci sembra giusto rendere conto del risultato economico della cena, organizzata da Salaam – Ragazzi dell’olivo il 27 ottobre scorso nel salone della Parrocchia di San Francesco, risultato che si aggiunge a quello, già significativo, del clima positivo percepito dai 150 partecipanti.

Pagate tutte le spese, tenute basse anche dal prezioso servizio svolto gratuitamente da donne e uomini palestinesi e arabi, sono rimasti 1.700 euro netti, cui si sono aggiunti 300 euro, derivati dalla vendita dei ricami delle donne del Centro melchita di Ramallah. In totale 2.000 euro, quindi. Chiusi i conti, sono stati così distribuiti:

500 euro al R.E.C., Remedial Education Center di Jabalia, associazione palestinese che da anni sta a fianco dei bambini di Gaza costretti a sopravvivere nell'inferno di una città occupata, assediata, isolata, ridotta alla miseria estrema. Un’associazione di carattere assolutamente pacifista ed umanitario, che nel 2007 è stata funestata dalla morte di Shaadi, universitario 22enne, volontario al REC come animatore clown, gioia dei bimbi palestinesi, ucciso nel giugno scorso durante una manifestazione. (per un approfondimento sull’episodio, vedi http://www.bloomriot.org/913/uccidere-sorrisi-shadi-el-ajla-clown-ucciso-gaza.html oppure http://www.socialpress.it/article.php3?id_article=1722 o http://www.quizenefotte.eu/?p=265).

750 euro al Centro melchita di Ramallah, coordinato da suor Resi Dal Santo, di Caltrano. Qui opera la Cooperativa di 300 donne che producono e vendono i bellissimi e originali ricami che conosciamo. Anche se il centro cerca di essere economicamente autosufficiente con il ricavato del lavoro, la somma viene data a suor Resi per emergenze e situazioni di grave bisogno. Visitate il Centro (con possibilità di ordinare i ricami) sul sito http://www.hadeel.org/ABOUT/ABOUT%20GROUPS/about66.htm

750 euro alla Casa di accoglienza Lazarus Home for Girls di Betania, che ospita 32 bambine orfane e ragazze dai 3 ai 15 anni oltre che, talvolta, donne violentate o imprigionate per diversi motivi e che non hanno nessun posto dove ricostruire il proprio futuro (leggi la presentazione di Samar Sahhar in http://www.breadforpeace.org/archivio_2005/samar_sahhar_e_ragazze.htm .

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