domenica 21 giugno 2009

“Niente sesso in città’” di Suad Amiry

Martedì 30 giugno alle ore 20.30
nella“SALA ANZIANI” del Comune di Padova
(palazzo Moroni, via del Municipio, 1 - Padova)

Suad Amiry

architetta e scrittrice palestinese

presenterà il suo libro

NIENTE SESSO IN CITTA’



(click al centro della foto per aprire il filmato, click nel rettangolo in basso a destra sotto la foto per aprire a schermo intero)

Suad Amiry è un’affermata architetta e scrittrice palestinese, fondatrice e direttrice del “Riwaq Center for Architectural Conservation” a Ramallah. Cresciuta tra Amman, Damasco, Beirut e Il Cairo, ha studiato architettura all’American University di Beirut e all’Università del Michigan, specializzandosi infine a Edimburgo.
Dal 1981 insegna archittettura alla Birzeit University e, da allora, vive a Ramallah. Ha scritto e curato numerosi volumi sui differenti aspetti dell’architettura palestinese.

"Mi chiedo quale sarebbe la tua reazione se fossi vissuto sotto occupazione tutti gli anni che ci ho vissuto io, o se i tuoi diritti di consumatore, come tutti i tuoi altri diritti, fossero violati giorno e notte, [...] se il tuo villaggio fosse stato spianato con un bulldozer, o la tua casa demolita, se tua sorella non potesse raggiungere la sua scuola, o tuo fratello avesse avuto tre ergastoli, o tua madre avesse partorito a un posto di blocco, o se tu fossi stato in fila per giorni nel caldo torrido d'agosto in attesa del tuo permesso di lavoro."

Introdurrà Filippo Tosatto, giornalista del Mattino di Padova.
Guiderà il dialogo con l’autrice Gianna Tirondola (Associazione per la Pace)
Saida Puppoli leggerà alcuni brani tratti dal libro.

L'incontro è promosso da:
Comunità Palestinese nel Veneto
Al Quds – Istituto di Cultura Italo Palestinese.
Aderiscono: Mezzaluna Rossa Italiana, ACS, Associazione per la Pace, Donne in Nero, Associazione Ingegneri Palestinesi, Associazione Forestali senza frontiere, Salaam Ragazzi dell'olivo - Comitato di Vicenza.

venerdì 12 giugno 2009

Concerto dei RadioDervish con i Solisti dell'Orchestra di Nazareth

Vi segnaliamo un concerto che si preannuncia molto bello, in un contesto bellissimo:

RadioDervish con i Solisti dell'Orchestra di Nazareth
domenica 21 giugno alle ore 22
in Villa di Montruglio (Ponte di Nanto)
(click per le indicazioni su come arrivarvi)




























Il numero sempre crescente di flussi migratori, il riassetto economico, sociale, morfico del mondo, la globalizzazione, invitano a pensare alle varie modalità che lo stare e l'andare possono assumere. Oggi nel mondo ci sono interi popoli in movimento, in fuga, in cerca. Ma ci sono anche persone ferme in fuga dalle proprie radici... Msp 2009 affronterà parte dello scibile umano da questo particolare punto di vista del radicamento e dello sradicamento, fisico e mentale. Faranno da collante proposte di suono e musica, pensate anch’esse come un viaggio alla ricerca delle radici sonore delle varie culture del mondo, e come viaggi interiori che i musicisti e i suonatori da sempre affrontano per approdare, infine, ciascuno, al proprio suono.

Programma dell'intera manifestazione del 19-20-21 giugno 2009

Performance collettiva
Soundwalking, passeggiata d’ascolto nel parco di Montruglio con il musicista e studioso di psicoacustica Massimo Liverani. Evento su prenotazione.

Musica
Concerto: Enrico Pieranunzi Piano solo: divagando intorno a Scarlatti
Concerto: Tammittam Percussion Ensemble Piano, Voice and Percussion in the 20th Century
Concerto: Petrina Petrina In Doma
Concerto: Lino Cannavacciuolo EstOvest, dialogo sul soffio del violino, da Segesta al Cairo
Concerto: Ananke Musiche della tradizione sefardita
Concerto: Figli di Madre Ignota Fez Club
Concerto: Radiodervish e i Solisti dell’Orchestra di Nazareth (anteprima italiana)

Incontri
gli incontri riguarderanno radici contorte, quelle di chi non sa bene a quale terra appartenere, radici recise, di chi è costretto a scappare dalle proprie origini geografiche e interiori, radici mescolate, quelle che presagiscono un mondo in multicolor, radici ostinate, di chi nonostante tutto vuole restare...

Costretti a stare/Decisi a restare
MSP ricorda il ventesimo anniversario di Piazza Tian An Men (1989-2009) con letture di testimonianze originali dell’epoca, fornite da chi ha vissuto personalmente l'evento del 1989, Patrizia Galli e Zhang Dali. Costretti a stare sono tutti i ''Prigionieri di coscienza'', secondo la definizione di Amnesty International, ce ne parla un esponente. Decisi a restare sono i ragazzi coraggiosi che invece di andare restano e lottano per il cambiamento, ad esempio contro le mafie: ce ne parlano Francesca Vannini Parenti e FrancescoGalante dell’organizzazione Addiopizzo di Palermo

Costretti ad andare
Sul problema dei rifugiati, un portavoce dell’ACNUR in Italia incontra Diego Vecchiato Dirigente della Direzione Relazioni Internazionali-Cooperazione Internazionale-Diritti Umani e Pari Opportunità della Regione Veneto

Parole che radicano / Esilio di ognuno. Dialogo a due voci su migranti vecchi e nuovi
Incontro con gli scrittori migranti Tahar Lamri e Cristina Ali Farah

Armi sonore / Sradicamento dalla vita
Incontro con il musicista e studioso di psicoacustica Massimo Liverani

Laboratori

Alle radici dello strumento voce. Con il musicista Alan Bedin e l’attrice Franca Grimaldi. Evento su prenotazione.
La voce delle piante. Con la musicologa Laura Silingardi e l’ingegnere del suono Tiziano Franceschi. Evento su prenotazione.

Yoko Muronoi, danzatrice butoh. La rappresentazione danzata dello stare e dell'andare. Performance silenziosa per un pubblico di sordi e udenti.

Voci Scritte

Sul catalogo del festival, testi d'autore sul suono e sulle radici. Ferdinando Maddaloni su Anna Politkovskaja, Una voce scomoda, un comodo silenzio. Anonimo indiano sulle suore superstiti del massacro di Orissa, Grida sommerse. ....(work in progress)

Scarica qui il programma con gli orari e le date

martedì 9 giugno 2009

A sostegno di Obama, contro gli insediamenti

Il Presidente Obama ha appena tenuto un discorso straordinario in Egitto, nel quale si è impegnato personalmente a costruire la pace nel Medio Oriente.
La sua prima mossa è stata sorprendentemente di sfidare il nuovo governo di destra di Israele, alleato americano,
mettendolo sotto pressione per far cessare la politica autolesionistica degli insediamenti (colonie illegali sul territorio riconosciuto dagli Usa e dal mondo come palestinese).

C'è ampio consenso sul fatto che gli insediamenti siano un impedimento importante al raggiungimento della pace, un punto di vista condiviso anche da una maggioranza silenziosa di Israeliani. In combinazione con una rete di barriere e posti di blocco queste colonie ormai tappezzano la Cisgiordania, occupando il territorio e obbligando i Palestinesi a vivere come prigionieri in enclave sempre più piccole.
Fino a che questo tema non sarà affrontato sembra impossibile costruire sia un vero stato palestinese che un pace durevole, di qualsiasi sorta.

Questo è un raro momento di crisi e di opportunità. L'ardita strategia di Obama deve fare i conti con forti resistenze, e avrà bisogno di aiuto da tutto il mondo nei prossimi giorni e settimane per rafforzare le sue intenzioni.
Se riusciamo ad aiutare Obama a mantenere questa linea sugli insediamenti, a far cambiare strada alla politica israeliana e a incoraggiare i Palestinesi e altri stati arabi a offrire una mano tesa, un nuovo inizio per il Medio Oriente diventa possibile.
Avaaz.org, un'organizzazione non-profit e indipendente, che lavora con campagne di sensibilizzazione in modo che le opinioni e i valori dei popoli del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali (Avaaz significa "voce" in molte lingue) lancia una

campagna in tutto il mondo per una raccolta di firme
a supporto dell'affermazione di Obama
che gli insediamenti nei territori occupati devono finire.
AVAAZ farà pubblicare il numero delle firme raccolte (in questo momento sono circa 100.000) su importanti giornali in Israele e a Washington (dove ci sono tentativi di alienare a Obama il supporto del Congresso Usa).

Leggi le parole di Obama e aggiungi la tua firma (click)
, poi fai girare questa mail ai tuoi amici e familiari così che possano farlo anche loro.

Il testo completo del discorso del Presidente Obama in inglese e in italiano

Avaaz non riceve fondi da governi o aziende ed è composta da un team internazionale di persone sparse tra Londra, Rio de Janeiro, New York, Parigi, Washington e Ginevra. +1 888 922 8229

venerdì 24 aprile 2009

Destinazione del 5 per mille a Salaam


SALAAM RAGAZZI DELL’OLIVO- COMITATO DI MILANO - ONLUS
ha presentato alla Agenzia delle Entrate la domanda per l’iscrizione per l’anno 2009 nell’apposito elenco delle associazioni destinatarie del 5 per mille, che consente ai contribuenti di destinare a favore delle Onlus (o altre Associazioni, Enti, Fondazioni) una frazione delle imposte sui redditi prodotti nel 2008.
Come Comitato di Vicenza vi invitiamo a devolvere il 5 per mille a Salaam di Milano, in sostegno ai progetti di solidarietà con l’infanzia e la popolazione palestinese.

Il codice fiscale di SALAAM RAGAZZI DELL’OLIVO - COMITATO DI MILANO - ONLUS, da indicare nella dichiarazione dei redditi è il seguente:
97130360155

giovedì 16 aprile 2009

Presentazione del libro 'La maschera dell'altro'


Martedì 21 aprile alle ore 18,00

presso la Libreria Galla - Corso Palladio, 11 - Vicenza


Michele Di Cintio

presenta

LA MASCHERA DELL'ALTRO

Intervengono

Marco MASCIA e Antonio PAPISCA

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INGRESSO LIBERO

Il libro è un’approfondita analisi della complessità sociale dal punto di vista storico antropologico, dove i diritti umani rappresentano il sicuro aggancio etico-normativo alla prassi quotidiana, in particolare a quella educativa, in un’ottica di accettazione e confronto delle diversità esistenti. Il dialogo interculturale diviene così obiettivo primario, insieme all’elaborazione di un’etica universale condivisa, per riconoscere nella storia universale la pluralità dei percorsi e la co-responsabilità di ciascuno. È il rimando all’alterità, in particolare alla “maschera” con cui l’altro si pone in relazione con me, che permette di riflettere sugli stereotipi sui quali spesso fondiamo il confronto, per superarli.

Il prof. Michele Di Cintio, già Ispettore Tecnico presso l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, è studioso molto conosciuto, ed apprezzato, fra gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado della nostra Regione, per l’impegno con cui si è distinto, nella sua veste istituzionale, nella promozione dell’educazione ai diritti umani e alla cittadinanza europea, in collaborazione con il Centro Interdipartimentale di ricerca e servizi sui diritti della persona e dei popoli dell’Università di Padova.

mercoledì 8 aprile 2009

Le tragedie di Pasqua


A titolo personale propongo una riflessione che, per chi crede, può servire come memoria e annuncio della Pasqua. Un augurio a tutti.
Claudio

In questi giorni abbiamo guardato, angosciati e sconvolti, le immagini delle devastazioni e delle vittime causate dal terremoto, abbiamo sentito entrare in noi la disperazione dei sopravvissuti e delle famiglie colpite dalla tragedia, forse abbiamo concorso con le nostre disponibilità a far fronte alle necessità che improvvisamente si sono create.

Con una stretta al cuore, di fronte a tutto questo, ho ripensato ad immagini simili che solo pochi mesi fa, seppure molto dosate per non offendere i nostri sentimenti, provenivano da Gaza, dove le vittime sono state oltre 1300, soprattutto giovani, donne e bambini, dove le distruzioni non sono state di minore intensità, dove la sofferenza dei sopravvissuti permane senza poter essere lenita, ma oggi sepolta dalla disattenzione dei media.

Due tragedie non sono mai confrontabili tra di loro, la sofferenza non ha un’unità di misura. Ma lasciatemi ricordare di che cosa – rispetto alla situazione italiana - sono state private le vittime di Gaza.

Anzitutto del diritto di far partecipi del proprio dramma. Agli organi di stampa locali e internazionali è stato fatto divieto assoluto di entrare, riprendere, comunicare. Ricorderete che i servizi erano sempre trasmessi dall’esterno della Striscia e per lo più riportavano i comunicati dell’esercito israeliano.

Poi della giustizia, perché sulle vittime di Gaza è gravato e grava il sospetto, incessantemente insinuato ed alimentato, che in qualche modo siano stati conniventi con le scelte politiche e militari del loro governo. Che donne e bambini, insieme con tutta la popolazione palestinese, siano comunque stati puniti perché responsabili di una colpa collettiva.

Le vittime di Gaza sono anche private della solidarietà concreta. Anzitutto di quella dei loro connazionali, che non hanno potuto accorrere a ricercare ed aiutare i loro cari, né i superstiti hanno potuto abbandonare l’inferno. E poi per andare dove, accolti da chi?
In secondo luogo sono state private della solidarietà internazionale. Mentre i potenti della terra discutono su come e a chi affidare le risorse per la ricostruzione, ingenti aiuti umanitari sono tuttora bloccati al confine egiziano e marciscono alle porte del bantustan che rimane più blindato di prima.

Se appartiene alla natura umana il dimenticare, nel caso di Gaza sembra sia in corso un’azione complessiva per far dimenticare e seppellire una popolazione ancor viva sotto le sue macerie.

La memoria della Pasqua è, per un credente, l’annuncio che la morte può essere vinta, anche la morte della coscienza e della fiducia. Nel vangelo la Pasqua non è descritta come un giorno di festa, ma come inizio di una nuova consapevolezza e di un rinnovato impegno.

lunedì 6 aprile 2009

Palestina, a che punto è la notte?


La Sinistra Italiana propone una serie di seminari, che si terranno nei sabati 18 aprile, 23 maggio, 13 giugno e 20 giugno, tutti presso la sala conferenze dell'Albergo San Raffaele di Vicenza, in viale X giugno 10 (Monte Berico) con inizio alle ore 14.45 e conclusione alle ore 19.00.

Sabato 18 aprile

Pace e disarmo, diritti irrinunciabili
Presiede: Michela Chimetto.
Moni Ovadia aprirà l'incontro con un video.

Palestina, a che punto è la notte?
Relatore: Alì Rashid, deputato palestinese eletto in Italia.
Relatore: Ronit Dovrat, vice presidente israeliana dell'Ass. ZAIT U ZZ'ATAR Palestinesi ed Israeliani residenti in Italia.

Analisi delle Istituzioni e degli Organismi internazionali: una riforma auspicata.
Relatore: Massimiliano Trentin, ricercatore e storico delle relazioni internazionali presso l'Univ. di Padova.

Disarmo e insediamenti bellici. Vicenza città militarizzata o di pace?
Relatore: Elettra Deiana, Associazione nazionale per la Sinistra.

Intervengono: Danilo Andriollo, Segreteria CGIL Vicenza
Giancarlo Albera, Coordinamento dei comitati "No dal Molin".
Partecipano: Vauro Senesi, giornalista e vignettista di "Anno Zero".

La partecipazione è libera - tutti sono invitati

Mostra fotografica a Schio: 'Studenti sotto occupazione'


L'Associazione per la Pace di Schio

propone una mostra fotografica (60 foto) realizzata da studenti palestinesi, con lo scopo di sensibilizzare la popolazione, in particolare i giovani, al diritto allo studio in una zona di forte conflittualità.

Nell'ambito della campagnaProgetto Fotografico per il Diritto all'Istruzione”, un gruppo di studenti provenienti da due Università della Cisgiordania (l'Università Birzeit di Ramallah e l'Università Al-Najah di Nablus) si sono riuniti, a partire dall'estate del 2005, per lavorare al Progetto Fotografico “Diritto all'Istruzione”, con lo scopo di documentare artisticamente la vita degli studenti palestinesi e gli ostacoli imposti dall'occupazione militare in Palestina nel portare a termine il proprio percorso scolastico.

Con i loro scatti, guidati dal fotografo documentarista sociale Carlos Reyes-Manzo (la foto in testa è sua), gli studenti hanno dimostrato come sia possibile catturare ciò che avviene nella realtà quotidiana - politicamente e socialmente - in forma artistica.

Oltre a documentare i maggiori ostacoli al proseguimento dell'istruzione nella Palestina occupata - molestie e arresti di studenti da parte dei soldati israeliani insieme alla lotta quotidiana per raggiungere scuole e università sotto un regime di checkpoint militari - i fotografi si sono soffermati anche su alcuni degli aspetti meno evidenti della vita degli studenti sotto occupazione, toccando svariati temi quali l'isolamento, la povertà, la resistenza, i compagni assenti, le barriere militari, gli studenti arrestati e la determinazione nello studio.

La mostra è stata già allestita in numerose città riscuotendo interesse e consensi. E' prevista anche la proiezione di DVD ed un incontro introduttivo.

L'iniziativa è rivolta in modo particolare ai giovani e agli studenti.

La mostra è aperta dal 18 al 26 aprile
nella Sala mostre del Palazzo Toaldi Capra di Schio
dal lunedì al venerdì
h. 16.30 – 19.30
il sabato e la domenica h. 10.00-12.00
e 16.30 –19.30

La mostra sarà inaugurata sabato 18 aprile alle ore 18.00. Sará presente Bassima Awad presidente dell’Associazione Palestinese Al Quds di Padova. Degustazione di tè alla menta, caffè al cardamomo e dolci arabi.

Venerdì 24 aprile alle ore 20.30 nella Sala superiore di Palazzo Toaldi–Capra vi sarà un incontro con Jamil Gharaba e la proiezione testimonianze su Gaza .

La Mostra potrá essere visitata da classi di studenti su prenotazione (cell.Odilla 338 6098247) al mattino con la presenza di Fidè, una studentessa palestinese di Hebron, che illustrerà le foto esposte.

domenica 5 aprile 2009

Chiediamo la sospensione dell'accordo militare Italia-Israele























L'art. 11 della Costituzione italiana ripudia la guerra. La legge 185 vieta la fornitura di armi a paesi belligeranti.

Action for Peace propone di inviare una valanga di email per esigere la sospensione dell'accordo di cooperazione militare Italia-Israele!

Con un clic qui, entri nel sito di Action for Peace per leggere il testo della email ai Ministri della Difesa e degli Affari Esteri, ai Presidenti di Camera e Senato e ai Presidenti delle Commissioni Difesa e Affari Esteri.

L'accordo va sospeso finché la politica israeliana non rispetterà le libertà fondamentali e i diritti umani della popolazione palestinese; finché violerà il diritto internazionale e finché non avvierà realmente una politica di pace!

Action for Peace è una rete pacifista, di associazioni, organizzazioni, donne e uomini che si battono per una pace giusta in Palestina/Israele.
Sul suo sito trovi ulteriori informazioni e iniziative

mercoledì 1 aprile 2009

NON DIMENTICHI! - Lettera a Papa Benedetto XVI

Abbiamo ricevuto da Pax Christi la richiesta di pubblicare questo appello, in previsione della visita di Benedetto XVI in Terrasanta. La proponiamo all'attenzione dei lettori del blog, con l'invito a firmarla (cliccando sul banner scorrevole qui sopra)

Carissimo Saidna, siamo sacerdoti, religiose, religiosi e laici che amano la Terra santa.
La comunione di fede e di fraterna amicizia che ci lega ai cristiani e alle comunità della terra del Santo, ci spinge a scriverLe questa lettera nel giorno in cui ha annunciato il Suo viaggio pastorale con il desiderio forte di “pregare per l’unità e per la pace”.
La visita del Santo Padre alle Chiese locali in ogni parte della terra è sempre evento di Grazia per confermare nella fede, accogliere nella carità e incoraggiare nella speranza i fedeli delle parrocchie e delle diocesi. Per questo vogliamo esprimerLe la nostra preoccupazione per il grado di prostrazione, umiliazione e oppressione che i cristiani, in quanto palestinesi, vivono da decenni soprattutto nei Territori occupati.

Al Santo Padre che viene a confermare nella fede noi, ripetutamente pellegrini nelle comunità cristiane di Terra santa, confermiamo che la fede di questi nostri fratelli è duramente provata da indescrivibili sofferenze.
Al Santo Padre che viene per accogliere nella carità noi, che sperimentiamo la loro straordinaria ospitalità, attestiamo l’evangelica logica di nonviolenza che i palestinesi esercitano ogni giorno nei più di seicento check-point che frantumano le loro esistenze personali e familiari.
Al Santo Padre che viene a incoraggiare nella speranza noi, che tragicamente ne prendiamo atto ogni volta di più, ripetiamo che i nostri cristiani la stanno perdendo giorno dopo giorno, logorati dalla disperazione di una vita senza dignità e senza orizzonti di pace.

Santità, con questa lettera ci facciamo portatori della richiesta di tante sorelle e fratelli desiderosi di incontrarLa e di essere ascoltati perché, anche se fin dai tempi di Gesù la vocazione dei cristiani è stata quella del “piccolo gregge”, la tragedia della loro crescente emigrazione a causa delle conseguenze dell’occupazione militare e del soffocamento economico, preoccupa non solo per la sua riduzione a meno del 2% della popolazione, ma anche perché in occidente è sempre più ricorrente la falsa interpretazione di questa diminuzione a causa di una presunta “persecuzione” da parte dei fratelli musulmani. Ma i nostri preti di Terra santa ci ribattono che non è questa la realtà dei fatti e, insieme ai loro fedeli, insistono con ancor più vigore e apprensione: “Non abbandonateci! Interessatevi di noi e della nostra vita strangolata dal sistema di permessi e restrizioni militari, espropriata, come la nostra terra natia, murata viva da quel muro illegale e immorale”.

Noi ben conosciamo quanta ingiustizia deve sopportare il popolo palestinese, e in esso i cristiani, per la perversa opera distruttiva del sistema di occupazione militare che soffoca le esistenze e le aspirazioni basilari di sopravvivenza dignitosa nella loro terra, con l’ininterrotta colonizzazione, la distruzione delle case, l’abbattimento degli ulivi e la disgregazione della vita sociale ed economica delle comunità arabe, cristiane e musulmane.
Questa non è la via per garantire sicurezza e portare pace.

Lei ben conosce le conseguenze del muro di apartheid che è stato costruito per più di settecento chilometri, non sul confine della Linea Verde del 1967, ma in gran parte dentro i Territori Palestinesi per rubare terre, sorgenti d’acqua e risorse. Questo “muro di distruzione” - come lo chiama il Patriarca emerito Sabbah - è la negazione di ogni possibile conoscenza e fiducia reciproca tra israeliani e palestinesi.
Per questo Giovanni Paolo II amplificava la condanna inequivocabile della Corte de L’Aja e dell’Assemblea generale dell’Onu con la sua magnifica, lapidaria e nel contempo amara considerazione: “Non di muri ha bisogno la Terra santa, ma di ponti!”.

Lei conosce il dolore di quei sacerdoti che faticano ad ottenere il visto dalle autorità militari israeliane. Trattati alla stregua di terroristi, non possono lasciare le parrocchie per andare in Patriarcato a Gerusalemme o per pregare nei luoghi santi e, a volte per anni, non riescono a far visita ai loro genitori -talvolta neppure il giorno del loro funerale- pena il rischio che venga loro negato il rientro nel luogo del ministero.

Santità, con la Sua parola, Lei potrà aiutare anche tutti i pellegrini di ogni parte del mondo a ripensare le modalità del pellegrinaggio: insieme alla preghiera nei luoghi santi è necessario mettere in programma l’incontro e l’ascolto delle “pietre vive”, le comunità che da due millenni qui custodiscono la presenza cristiana.
Ci aiuti Santità a rispondere all’appello del Patriarca di Gerusalemme Mons. Twal: “Vi siamo riconoscenti per gli aiuti concreti che non fate mancare alla Chiesa di Terra Santa ma non dimenticatevi che abbiamo bisogno di giustizia e di pace!”. Ci aiuti a compiere pellegrinaggi che aprano il cuore al dolore e alla paura che segnano la vita di questi popoli spalancando gli occhi sulle ingiustizie di cui milioni di esseri umani sono vittime quotidiane.

Santità siamo consapevoli che tanti, troppi villaggi desidereranno la Sua presenza; comprendiamo l’impossibilità di visitare tutta la Terra santa, ma siamo anche certi che tanti cristiani non avranno il permesso delle autorità militari israeliane per venire ad incontrarLa, così come non possono mai recarsi a Betlemme o a Gerusalemme per pregare.
Tutti loro attendono una parola di conforto di fronte a questa palese ingiustizia confidando nella Sua preghiera.
Non li dimentichi!
Non dimentichi Santità di onorare la memoria delle migliaia di ulivi strappati alla terra e alle famiglie cristiane di Aboud e concentrati simbolicamente nell’ambone della chiesa parrocchiale: un tronco abbattuto dalle ruspe, da cui risuona ad ogni Eucarestia la Parola che rende veramente liberi.
Non dimentichi Santità i nostri cristiani di Gaza. Siamo consapevoli di quanto sia difficile rispondere all’appello del parroco di andare a visitare la loro comunità, dopo il massacro che solo qualche settimane fa si è abbattuto sulla Striscia, mostruoso come la pioggia infuocata di bombe e di morte che ha ucciso insieme a 1500 persone, tra cui più di 400 bambini, le speranze di sopravvivenza di un popolo stremato da anni di embargo e prigionia.

Non dimentichi Santità che ogni venerdì dal 1 marzo 2004 ci sono suore, preti e laici che pregano il rosario sotto il muro che divide Betlemme da Gerusalemme, invocando il dono della pace e della giustizia per permettere ai due popoli di riprendere a vivere insieme sulla stessa terra.

Santità, Le chiediamo di far Sue le aspettative dei cristiani e di tutti gli uomini alla giustizia, alla dignità umana, alla pace giusta dopo tanta oppressione.
Dal pulpito di Betlemme le Sue parole chiare e coraggiose potranno aiutare Israele e l’Autorità palestinese a riconoscere le reciproche responsabilità.
Non è più questo il tempo di parlare di “processo di pace”. Questa è l’ora della pace. L’ora di restituire la libertà ai prigionieri, la terra ai proprietari, la sicurezza a tutti. Betlemme, 8 marzo 2009 II Domenica di Quaresima, Domenica della Trasfigurazione del Signore

LE FIRME DEI SACERDOTI, RELIGIOSE, RELIGIOSI E LAICI CHE CONDIVIDONO QUESTA LETTERA VERRANNO CONSEGNATE A PAPA BENEDETTO XVI IL 10 APRILE, VENERDI SANTO, TRADIZIONALE GIORNATA DI PREGHIERA E SOLIDARIETA’ CON LA CHIESA DI TERRA SANTA.

Primi firmatari sono i pellegrini che hanno partecipato, insieme ai cristiani di Betlemme, alla giornata di preghiera e sensibilizzazione Un Ponte per Betlemme 2009:

don Nandino Capovilla, Venezia e altri