sabato 9 maggio 2015

Una trilogia palestinese, di Mahmoud Darwish


martedì 19 maggio alle 20.30 
presso il Centro Documentazione e Studi "Presenza Donna"
in contrà San Francesco Vecchio 20, Vicenza
sarà presentato il libro di Mahmoud Darwish

Una trilogia palestinese

I tre romanzi di uno dei più grandi poeti arabi contemporanei


  • Diario di un’ordinaria tristezza (1973) 
  • Una memoria per l’oblio (1987)
  • In presenza dell’assenza (2006)



Interverranno
Elisabetta Bartuli
arabista, curatrice del volume
Ramona Ciucani
arabista, traduttrice del volume 



"Ma non mi sono mai abituato alla mancanza del caffè del mattino, né a bere quella risciacquatura che è il tè. Che sia per questo che non mi sono adattato alla prigione? Un’amica, dopo che mi rilasciarono dalla prima prigionia, mi chiese: ‘Ti è andata bene?’ e io risposi: ‘No, perché non danno il caffè’ ”Così racconta la sua esperienza nel libro autobiografico “Una memoria per l’oblio” il grande poeta palestinese Mahmud Darwish, più volte prigioniero nelle carceri israeliane dal 1961 al 1970.

Josè Saramago lo definisce il più grande poeta del mondo. Mahmud Darwish è nato nel 1941 nel villaggio di al-Birweh, in Galilea. Il suo villaggio natale fu distrutto nel 1948 durante il primo conflitto arabo-israeliano. Fin da bambino Darwish si ritrovò “ospite illegale” nel suo stesso paese. Da giovane fu arrestato e condannato più volte a pene detentive, per la sua presenza in Israele senza permesso e per aver recitato poesie in pubblico. Studiò la lingua ebraica israeliana, perfezionando la conoscenza della sua lingua natia. Cominciò l’attività pubblicistica a diciannove anni e si costruì una solida preparazione linguistico-letteraria. Nel 1988 Mahmoud Darwish ha redatto il testo della Dichiarazione d’Indipendenza dello Stato Palestinese ed è stata la prima e ad oggi unica personalità palestinese dopo Arafat alla quale sono stati concessi i funerali di stato.

La sua poesia profuma spesso di caffè ed evoca momenti familiari semplici e intensi capaci di portare oltre al tempo e lo spazio.


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Con l'occasione vi ricordiamo anche il terzo appuntamento del ciclo Palestina - Voci per chi non ha voce 


martedì 12 maggio alle 20.45 
presso il B55 Polo Giovani
in contrà Barche 55, Vicenza

Verrà proiettato il film Striplife - Gaza in a day di Nicola GrignaniAlberto MussoliniLuca ScaffidiValeria TestagrossaAndrea Zambelli.
Italia 2013 (v. il trailer del film) 

venerdì 24 aprile 2015

Palestina - Voci per chi non ha voce - Secondo appuntamento

Vi ricordo il secondo appuntamento del ciclo Palestina - Voci per chi non ha voce

martedi' 28 aprile alle 20.45
presso il B55 Polo Giovani
in contrà Barche 55, Vicenza

con Serena Butera e Maria Maderni, entrambe volontarie di Operazione Colomba

Serena è stata tre mesi nel villaggio di At Twani, vicino ad Hebron, in Palestina; Maria è stata in Libano, nel campo profughi di Tel Abbas.


Operazione Colomba è il Corpo Nonviolento di Pace dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII.

Operazione Colomba è un progetto aperto a tutte quelle persone, credenti e non credenti, che vogliono sperimentare con la propria vita che la nonviolenza è l'unica via per ottenere una Pace vera, fondata sulla verità, la giustizia, il perdono e la riconciliazione.

I componenti sono volontari divisi essenzialmente in due gruppi: volontari di lungo periodo, cioè persone che danno uno o più anni di disponibilità a tempo pieno e volontari di breve periodo, cioè persone che danno uno o più mesi di disponibilità.
Dal 1992 ad oggi oltre mille persone hanno partecipato ai progetti di Operazione Colomba.
Le principali caratteristiche dell'intervento di Operazione Colomba:
- la nonviolenza: forza attiva e creativa che si concretizza in azioni di interposizione, accompagnamento, mediazione, denuncia, protezione, riconciliazione, animazione...
- l'equivicinanza: condivisione della vita con tutte le vittime sui diversi fronti del conflitto, indipendentemente dall’etnia, la religione, l’appartenenza politica...
- la partecipazione popolare: non sono richiesti particolari curricoli. Di indispensabile c’è l'adesione ad un cammino sulla nonviolenza, una limpida affinità con la proposta e con la vita di gruppo, la maggiore età e la partecipazione ad un corso di formazione specifico.
Un Corpo Civile e Nonviolento di Pace
Insieme a tante altre realtà italiane (in parte riunite nel Tavolo Interventi Civili di Pace e nell'IPRI rete CCP) ed internazionali (PBI, NPF, FOR, CPT...) riteniamo sia tempo di proporre e realizzare alternative efficaci e credibili allo strumento militare per intervenire nei conflitti internazionali, inter-statali ed intra-statali.
Durante quest’ultimo ventennio la società civile mondiale ha proposto forme nuove di intervento in diversi settori della vita internazionale.
Come ha riconosciuto l'allora Segretario Generale dell’ONU, Boutros Ghali, nella sua Agenda per la Pace, le ONG e la Società Civile possono ricoprire un ruolo fondamentale nella prevenzione dei conflitti, nel mantenimento della pace e nella costruzione della pace dopo i conflitti. Numerose risoluzione della Assemblea Generale dell'ONU affermano il diritto/dovere di intervenire a tutela dei Diritti Umani.
Operazione Colomba è un modello significativo ed efficace di Corpo Civile e Nonviolento di Pace che interviene nei conflitti armati e sociali acuti.

mercoledì 8 aprile 2015

Palestina - Voci per chi non ha voce

Palestina
Voci per chi non ha voce
Ogni giorno ci arrivano notizie sconvolgenti dalla Palestina: abbiamo la sensazione di ricevere pezzi di un puzzle che non sappiamo come comporre. 
Da questa nostra difficoltà di capire, parte l'intenzione di aprire un dialogo con chi può "dare voce a chi non ha voce" attraverso film, documentari, testimonianze, le riflessioni di chi vorrà partecipare. 

Gli incontri sono ad ingresso libero, organizzati da Arci Servizio Civile Vicenza in collaborazione con Salaam Ragazzi dell'Olivo Vicenza. 

Vi aspettiamo alle 20.45 al B55 Polo Giovani,
 in Contrà Barche 55, Vicenza


martedì 14 aprile 
Ricordando Vittorio Arrigoni



martedì 28 aprile

Testimonianze di due giovani vicentine recentemente rientrate da Palestina e Libano



martedì 12 maggio
Proiezione del film di Nicola GrignaniAlberto MussoliniLuca ScaffidiValeria TestagrossaAndrea Zambelli.
Italia 2013 (v. il trailer del film) 



martedì 26 maggio 
    Proiezione del film di Annemarie Jacir 
   Palestina 2008 (v. il trailer del film)

 
Arci Servizio Civile Vicenza è un’associazione di promozione sociale senza fini di lucro ed Ente di prima classe accreditato presso l’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile.
E’ la sede vicentina di Arci Servizio Civile e opera per diffondere la cultura e le pratiche del Servizio Civile Volontario sul territorio concretizzandole attraverso la gestione di progetti di Servizio Civile e l’offerta di servizi connessi alla realizzazione dei progetti stessi. Arci Servizio Civile Vicenza promuove i valori della pace, della nonviolenza, dell’obiezione di coscienza al servizio militare, e del servizio civile come forma di educazione alla cittadinanza e di contributo innovativo alle politiche a finalità pubblica.

Salaam Ragazzi dell’Olivo-Vicenza è un'associazione costituitasi a Vicenza nel novembre 2009 come articolazione locale di Salaam Ragazzi dell’Olivo associazione nazionale, operante in Italia tra il 1988 e il 2000. Tale associazione ha operato a sostegno dell’infanzia palestinese. Attraverso la proposta dell’adozione a distanza, Salaam ha fatto conoscere in Italia le condizioni del popolo palestinese, diffondendo in modo esteso e capillare moltissime iniziative solidali, alcune tuttora esistenti. Salaam di Vicenza continua a sostenere il progetto degli affidi a distanza ed è attiva soprattutto nel diffondere informazione sull’attualità  e sugli aspetti storico-culturali della Palestina.


B55 – polo giovani
Contra' delle Barche 55, 36100 Vicenza
Informazioni e appuntamenti 
Tel. 0444526142 
dal lunedì al venerdì
dalle 15.00 alle 19.00
www.b55.it 

sabato 28 marzo 2015

La terra degli aranci tristi - martedì 7 aprile a Schio

Nel marzo 1976 lo stato di Israele soffocava nel sangue una protesta contro gli espropri di terra in Galilea, uccidendo sei palestinesi e ferendone decine. Da allora il 30 marzo di ogni anno il popolo palestinese celebra la “Giornata della terra”  giunta fino ad oggi perché le politiche di confisca e gli  insediamenti coloniali sono stati incrementati.

Per celebrare anche quest'anno la “Giornata della terra” e per ricordare Ghassan Kanafani,
Martedì 7 aprile 2015 alle ore 20,30
presso il Circolo Operaio di Magrè di Schio
vi invitiamo ad assistere al monologo teatrale, recitato da Omar Suleiman, attore, narratore e mediatore culturale palestinese
La terra degli aranci tristi
tratto da un racconto di Gassan Kanafani.
Dopo lo spettacolo verranno offerti un aperitivo, il thè con dei bocconi salati, dei dolci e tanti spicchi di arance e di limoni che rappresenteranno la vita e la sofferenza dei palestinesi ovunque essi si trovano.
Gassan Kanafani fu un famoso giornalista palestinese, romanziere e scrittore di racconti. I suoi scritti erano profondamente radicati nella cultura arabo-palestinese; egli ispirò un'intera generazione in vita e anche dopo la morte, sia con le parole che con i fatti.
Nato ad Acri l'8 aprile 1936, Ghassan era figlio di un affermato avvocato e apparteneva ad una famiglia della buona borghesia araba.

Il giorno del suo dodicesimo compleanno, nel 1948, si compì, ad opera di bande armate ebraiche, il massacro di civili palestinesi nel villaggio di Deir Yassin: da quel giorno Ghassan si rifiutò di festeggiare ancora il proprio compleanno. Pochi giorni dopo, la città di Jaffa, dove nel frattempo i Kanafani si erano trasferiti, cadeva, come Acri e il resto della Palestina mandataria assegnata dal Piano di spartizione dell'ONU allo Stato ebraico, nelle mani delle forze israeliane e la famiglia scelse la via dell'esilio, dapprima sulle colline nel sud del Libano, poi a Damasco. La speranza era quella di poter tornare, quanto prima, in patria, ma la sua vita fu invece un esilio permanente.
Per Ghassan gli studi di letteratura andarono di pari passo con la passione per la pittura e il disegno e, contemporaneamente alla sua attività di insegnante elementare presso un campo profughi palestinese gestito dalle Nazioni Unite, crebbe, proprio confrontato alla realtà di questi bambini sfortunati senza apparente futuro, il suo impegno politico.
Seguendo i corsi dell'Università di Damasco entrò in contatto con George Habash, leader del Movimento Nazionalista Arabo, animato da ideali socialisti, e successivamente fondatore del Movimento Popolare di Liberazione Palestinese.

Un graffito per rendere omaggio a Kanafani, tracciato sul Muro

In questo contesto nacque la bella, accorata novella "La terra degli aranci tristi": un rifugiato, fuggendo con la famiglia dalla sua Palestina di fronte all'avanzata dell'esercito israeliano, porta con sé delle arance; man mano che passano i giorni, le notizie dell'ampiezza della sconfitta militare araba si fanno drammatiche e la consapevolezza che il ritorno in patria diventa sempre più problematico si fa strada nel protagonista assieme all'immagine delle sue arance, che avvizziscono senza rimedio.
L'8 luglio del 1972 Ghassan venne ucciso a Beirut, a soli 36 anni, da agenti israeliani che fecero esplodere un'autobomba, mentre era insieme a sua nipote Lamis di 16 anni.
Al momento della sua prematura morte, Ghassan aveva già pubblicato diciotto libri e centinaia di articoli sulla cultura, la politica e la lotta del popolo palestinese. Quanto avrebbe potuto ancora dare se gli fosse stato concesso di vivere più a lungo?

La biografia e notizie sulla produzione letteraria di Ghassan Kanafani si trovano suWikipedia

lunedì 16 marzo 2015

Errata corrige - orari della rassegna di film a Mestre

Scusandomi per l'errore, preciso che i film della rassegna verranno proiettati al Centro Candiani di Mestre, con ingresso libero, alle ore 16.30 e 19.00 dei giorni indicati. Buona visione!

domenica 15 marzo 2015

A Mestre una rassegna di film sulla Palestina

Presso il Centro culturale Candiani, in Piazzale Candiani, 7 a Mestre (vedi mappa)

dal 6 marzo viene presentata una rassegna di film palestinesi 

“Cinema senza diritti”

otto pellicole premiate internazionalmente che raccontano l’occupazione e la dignità di un popolo senza voce.
 
Otto film di registi palestinesi per descrivere la dura realtà dell’occupazione israeliana, per raccontare storie di quotidiana violenza, di diritti negati, di oppressione ma anche di resistenza e di dignità, per dare voce ad un popolo che da 67 anni è costretto a vivere sotto una brutale occupazione militare. La rassegna, già presentata a Venezia lo scorso anno, viene riproposta con la speranza che rappresenti l’esordio di un lungo percorso attraverso l’Italia volto a far conoscere una cinematografia, che seppur molto premiata e apprezzata dalla critica, rimane troppo spesso assente dai grandi schermi. A proporre l’iniziativa è l’associazione Cultura è Libertà, una campagna per la Palestina, in collaborazione con il Circuito Cinema della città di Venezia e del Centro Culturale Candiani.

“Nell’organizzare la rassegna abbiamo volutamente privilegiato le produzioni palestinesi, rispetto alla ricca scelta di coproduzioni internazionali” spiegano le organizzatrici della rassegna, Giuseppina Fioretti e Maria Grazia Gagliardi. “Non film sulla Palestina, ma film di palestinesi. Questa scelta, però, si scontra con il problema della distribuzione. Un cinema senza diritti non trova un distributore per le nostre sale”.
Un cinema senza diritti di un popolo senza diritti, senza terra né stato che ha fatto della produzione cinematografica uno strumento per far sentire la propria voce e che ha saputo dare vita a film che documentano, raccontano e denunciano la realtà in cui è costretto a vivere. “Il cinema palestinese è più vivo e attivo che mai e nel panorama della cinematografia mondiale sta attirando sempre più interesse per le condizioni stesse in cui nasce” continuano Giuseppina e Maria Grazia. “Il cinema  palestinese, infatti, è costretto a “sperimentare” così come la Palestina è costretta a inventare e sperimentare forme di lotta sempre diverse per ribadire il suo diritto all’esistenza e alla resistenza.
La rassegna ha preso il via venerdì 6 marzo alle 18:00 con la presentazione del ciclo di film a cui è seguita la proiezione di Frontiere di sogni e di paure di Mai Masri, che ha ottenuto 14 premi internazionali; il 12 marzo è stata proposto Nozze in Galilea di Michel Kleifi, considerato una pietra miliare nella produzione palestinese. 
Venezia è una città molto attenta e interessata alla questione palestinese e negli ultimi tempi si sono moltiplicati gli eventi che mirano ad un’informazione e sensibilizzazione sulla Palestina, la sua cultura e la sua realtà. 
Nelle prossime settimane verranno proiettati Rana’s wedding di Hany Abu-Assad (19 marzo), Il sale di questo mare di Annemarie Jacir (26 marzo), La sete di Tawfik Abu-Wael e La sposa di Gerusalemme della regista palestinese Sahera Dirbas (9 aprile), molto apprezzato dal pubblico veneziano. La rassegna si concluderà con Intervento divino di Elia Suleiman (16 aprile), Premio della Giuria al Festival di Cannes nel 2002 e Ticket to Jerusalem di Rashid Masharawi (23 aprile).

Tutti i film saranno presentati in versione originale con sottotitoli in italiano, ingresso libero, alle ore 18.00 del giorno indicato. 

lunedì 9 marzo 2015

lunedì 23 febbraio 2015

Prossime occasioni di riflessione e impegno per la Palestina

Cari amici, nel ricordarvi i due appuntamenti proposti con l'ultimo post 

(cliccate per aprire il promemoria)  e cioè


 Giovedì  26 febbraio 2015 ore 20.45 

presso l'oratorio di San Giuseppe (Mercato Nuovo)
Tomorrow's land
docu-film sulla storia del villaggio di at-Tuwani in Palestina 

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Martedì 3 marzo 2015 ore 20,30 
presso il Polo Giovani B55 in contrà Barche 55
 Resistere, insieme, ogni giorno, all’occupazione
testimonianza di Mahmud Zwahre palestinese  e Guy Butavia israeliano

vi segnaliamo altre due iniziative - momenti di riflessione e di spiritualità:

DOMENICA  1 MARZO, ore 20.30

PONTI NON MURI
Preghiera per la Pace in Terrasanta

Chiesa di San Giuseppe – Via del Mercato Nuovo 43, Vicenza

Il Patriarca di Gerusalemme Fouad Twal la mattina di Natale, dalla Basilica della Natività, ha lanciato una supplica a tutti i cristiani del mondo perché volgano lo sguardo sulla tragica condizione di vita degli abitanti di Gaza e sulla minaccia continua posta in essere dal muro di separazione che divide intere famiglie e toglie l’accesso alle proprietà private di numerosi palestinesi. 
Pax Christi invita tutti a rispondere all’appello con la Giornata di Preghiera e Memoria del 1 marzo. 
Sono passati più di dieci anni da quando i cristiani di Betlemme, in particolare le suore del Charitas Baby Hospital, hanno invitato tutti a non abbandonare questi fratelli che abitano la Palestina. L'invito è a non far mancare un piccolo gesto di solidarietà nella preghiera e nella partecipazione umana e solidale, quest’anno in particolar modo verso i cristiani di Beit Jala (quartiere di Betlemme) che per il muro si vedranno privati della loro terra e del loro futuro.

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VENERDì 6 MARZO, ore 20.30

MEDIO ORIENTE: dialogo possibile? 
Guarire la memoria, preparare il futuro
Incontro con sr Carol Cooke, monaca della comunità di Mar Musa in Siria

Centro Studi Presenza Donna, Vicenza
(in Contrà San Francesco Vecchio 20 - Vicenza)

Associazione Presenza Donna e Ufficio pellegrinaggi diocesano propongono un’occasione per incontrare sr Carol e approfondire insieme a lei l’intricato presente di una terra martoriata. 
A dialogare con sr Carol sarà la giornalista Romina Gobbo. «Nel mondo di oggi» racconta sr Carol, «dove l’islamofobia guadagna terreno tra i cristiani d’Oriente e in Europa, vogliamo essere segni di una convivialità calorosa e preparare il futuro».