lunedì 6 novembre 2017

Primo film della rassegna sulla Palestina

A 100 anni dalla dichiarazione di Balfour 1917

         a 70 anni dalla Partizione Onu della Palestina 1947

        a 50 anni dall'occupazione militare israeliana 1967

"SGUARDI dalla PALESTINA"
un'occasione per fare memoria sul presente della Palestina occupata e colonizzata.
Il primo film della rassegna verrà proiettato 
lunedì 13 novembre alle ore 20.30 al Cinema Primavera 
(via Ozanam - Vicenza, ingresso 3 €) e sarà


giovedì 26 ottobre 2017

La Scuola di gomme - incontro

Vi ricordiamo nuovamente l'invito, pubblicato la settimana scorsa, all'incontro sulla realtà e la situazione della "Scuola di gomme" di Kham-al-Ahmar, incontro che si terrà lunedì prossimo presso la sede delle Orsoline in contrà San Francesco Vecchio.

Un arrivederci a tutti!

Nel villaggio beduino di Khan al Ahmar, vicino Gerico (Cisgiordania) c’è una scuola nel deserto costruita dall’ ONG milanese Vento di Terra e dagli architetti di ARCò utilizzando 2.200 pneumatici usati . La Scuola di Gomme esiste anche grazie anche al contributo della Cooperazione Italiana e oggi rischia di essere distrutta a causa di un ordine di demolizione.

Guarda il video su questa scuola realizzato da Vento di Terra (a destra del video vi sono molti altri servizi interessanti, sempre sulla scuola e sui progetti in Palestina).

Chi demolisce una scuola demolisce il futuro!
LA SCUOLA DI GOMME


lunedì 16 ottobre 2017

La "Scuola di Gomme" - incontro con Vento di Terra

Invitiamo gli amici e i simpatizzanti di Salaam Ragazzi dell'Olivo di Vicenza che ci seguono e ci sostengono economicamente ad una serata speciale: incontreremo Vento di Terra, una ong che sostiene vari progetti in Palestina tra i quali la "Scuola di Gomme". A raccontarci di questa scuola, un po' particolare, sarà Massimo Annibale Rossi, assieme al rabbino Jeremy Milgrom. 

Speriamo di incontrarci numerosi!

Chi demolisce una scuola demolisce il futuro!
LA SCUOLA DI GOMME


Jeremy Milgrom è un rabbino appartenente alla corrente riformata dell’ebraismo, trasferitosi a Gerusalemme nel 1968 dagli Stati Uniti e che ha dedicato la sua carriera alla promozione dell'universalismo e della non violenza nell'ebraismo. È il co-fondatore e co-direttore di Religioni per la Pace, un'iniziativa che unisce musulmani, cristiani e ebrei e laici nell’ideale di  giustizia e  pace in Medio Oriente. Dagli anni ’90 opera a favore dei diritti delle comunità beduine Jahalin della West Bank. È membro dei Rabbini per i diritti Umani e nel 2009 ha partecipato alla cerimonia d’inaugurazione della Scuola di Gomme di Khan al Ahmar ed ud una preghiera interreligiosa alla presenza di un prete cattolico e di un mullah islamico.

per Vento di Terra si veda  www.ventoditerra.org

venerdì 19 maggio 2017

800 bambini palestinesi detenuti nelle carceri israeliane negli ultimi mesi
Nella Palestina devastata dagli insediamenti il Tribunale militare israeliano processa bambini palestinesi 

Sono rarissime le testimonianze e le notizie su una delle più gravi violazioni dei diritti umani che si ripete nella Palestina occupata: il “processo” di bambini palestinesi davanti al Tribunale militare israeliano: pubblichiamo la testimonianza di Sarah Champion, deputata laburista alla Camera dei Comuni di Londra. La corrispondenza è del 10 febbraio ed è stata pubblicata sull’Huffington Post.


Cosa diavolo sta succedendo in Palestina e come facciamo a lasciarlo accadere? Fa freddo. Davvero molto freddo. Il vento arriva come tanti colpi di frusta dall’aperta campagna e il compound militare che ho davanti è il primo ostacolo che trova nel suo corso. E’ la prima settimana di gennaio e io sono in Palestina, in coda per entrare dove potrò vedere di persona i bambini detenuti sotto processo e l’emissione della sentenza. Sono fortunata. Abbiamo spedito i miei documenti agli Israeliani in anticipo e i due avvocati internazionali con me sono ben conosciuti, così bastano 10 minuti e siamo dentro. 

Non così fortunati i genitori che sono stati in coda a lungo già prima del nostro arrivo. Molto probabilmente partiti alle cinque per essere lì quando il primo caso sarebbe stato chiamato, alle nove. La Palestina è un paese molto piccolo, ha circa le stesse dimensioni di una contea inglese, non è la distanza o la mancanza di mezzi di trasporto pubblici a rendere i viaggi così lunghi: sono i posti di blocco. Il sessanta per cento della West Bank della Palestina è designato Area C e praticamente è tutta sotto il controllo militare israeliano. In parole povere, la maggior parte della Palestina non è gestita dai Palestinesi, ma dall’IDF, l’esercito israeliano.

E’ per questo che i bambini palestinesi che sono venuta a vedere qui oggi sono giudicati da un tribunale militare, non da uno civile, ed è anche il motivo per cui i genitori hanno impiegato cinque ore per percorrere poche miglia, poiché il loro percorso era disseminato di posti di blocco militari. In linea d’aria, il Tribunale militare è solo un paio di miglia dal mio albergo in Ramallah, ma il viaggio mi ha portato via quasi un’ora con un’auto privata, avendo dovuto zigzagare, girare in tondo, ripassare cercando un posto di blocco aperto, che non avesse un’enormità di persone in coda e che fosse segnalato accessibile. Ed era un’auto con targa israeliana! 

Ci sediamo su sedili di plastica ed è solo allora che noto il piccolo ragazzo spaventato seduto da solo dietro una barriera coi piedi incatenati. L’avvocato della difesa si avvicina e ci dice che il ragazzo ha 14 anni e sarà condannato per un lancio di pietre, durante il quale è stato ferito un poliziotto. Il ragazzo è già stato incarcerato per quattro mesi in attesa della sentenza. Il procedimento inizia. Il giudice parla. Diventa evidente che quel giovane militare con i piedi sulla scrivania è il traduttore. La sessione si svolge in ebraico, ma il ragazzo parla arabo. Di tanto in tanto, il traduttore lancia qualche parola in arabo nella sua direzione e il ragazzo le afferra disperatamente cercando di capire quale sarà il suo destino.

Gli hanno dato sette mesi (oltre a quelli già passati nell’attesa) e altri dodici mesi con sospensione della pena.  (continua………………..)

Le parole di Marwan Barghouthi dalla prigione di Hadarim, pubblicate dal NY Times il giorno 16.4.2017    
           Avevo solo 15 anni quando sono stato imprigionato per la prima volta. Avevo appena 18 anni quando un ufficiale israeliano mi ha costretto a divaricare le gambe mentre mi trovavo nudo nella stanza degli interrogatori, prima di colpire i miei genitali. Sono svenuto dal dolore, e la caduta conseguente ha lasciato una grande cicatrice che da allora segna la mia fronte. L’ufficiale mi prese in giro, dicendo che non avrei mai potuto procreare, perché dalla gente come me nascono solo terroristi e assassini.
         Pochi anni dopo, ero di nuovo in una prigione israeliana, conducendo uno sciopero della fame, quando nacque il mio primo figlio. Quando aveva appena 18 anni, mio figlio a sua volta è stato arrestato e ha trascorso 4 anni nelle prigioni israeliane. Il più grande dei miei 4 figli è ora un uomo di 31 anni. Eppure io sono ancora qui, continuando questa lotta per la libertà insieme a migliaia di prigionieri, milioni di palestinesi e il sostegno di così tanti in tutto il mondo. L'arroganza dell‘occupante oppressore e dei suoi sostenitori li rende sordi a questa semplice verità: prima che riescano a spezzare noi, saranno le nostre catene ad essere spezzate, perché è nella natura umana rispondere al richiamo della libertà a qualsiasi costo.
La libertà e la dignità sono diritti universali che sono connaturali all’umanità e devono essere goduti da ogni nazione e da tutti gli esseri umani. I Palestinesi non saranno un'eccezione. Solo porre fine all’occupazione potrà cessare questa ingiustizia e segnare la nascita della pace."


I numeri dei prigionieri palestinesi
In aprile 2017
Dal settembre 2000
Numero dei prigionieri
6.500
100.000
Palestinesi arrestati

Palestinesi arrestati
Numero dei prigionieri donna
56
tra cui 13 minori
1.500
Numero di minori
300
15.000
Numero di carcerati in detenzione amministrativa
500
27.000
Ordini di detenzione amministrativa
Numero di detenuti appartenenti al PLC (Parlamento Palestinese)
13
70
Numero di prigionieri detenuti da prima degli Accordi di Oslo
29

Numero di prigionieri detenuti da più di 20 anni
44

Numero di prigionieri morti
210




Dati forniti dalla Commissione OLP per gli Affari dei Detenuti ed ex-Detenuti, dall’Associazione dei Prigionieri Palestinesi e dall’Ufficio Statistico Palestinese.

Questi numeri impressionanti suggeriscono l’esistenza di una politica mirata a intimidire e limitare fortemente la libertà dei Palestinesi. 
(Rapporto dell’Osservatore Speciale ONU sulla situazione dei diritti umani 
nei territori palestinesi occupati nel 1967. 19 ottobre 2016)

Per maggiori informazioni :
Info: www.assopacepalestina.org ; www.nena-news.it ;   http://bit.ly/2ofHswI 

sabato 13 maggio 2017

Digiuno di solidarietà con i prigionieri palestinesi

SOLIDARIETA’
CON I DETENUTI POLITICI PALESTINESI IN SCIOPERO DELLA FAME


Continua lo sciopero della fame  dei detenuti politici palestinesi nelle carceri israeliane.
Lo sciopero, lanciato da Marwan Barghouti, è iniziato il 17 aprile scorso e sta coinvolgendo quasi 1700 persone.

I detenuti chiedono migliori condizioni di vita-cure mediche, libri, poter telefonare, poter incontrare i parenti, porre fine al regime di detenzione amministrativa ma Israele rifiuta ogni contatto, punisce i detenuti con misure di isolamento ed è pronta a somministrare l’alimentazione forzata, prassi che si  configura come tortura secondo le leggi vigenti.

IL COMITATO VICENTINO PER LA LIBERAZIONE DEI PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI (Amnesty, Arci Servizio Civile, CGIL, Donne In Rete per la Pace, Fornaci Rosse, MIR, Pax Christi, Progetto sulla Soglia, Sinistra Italiana, Salaam Ragazzi dell’Ulivo, Vicenza Capoluogo)

ORGANIZZA DUE GIORNI DI DIGIUNO IN SOLIDARIETA’:
SABATO 20 MAGGIO piazza Matteotti  DOMENICA 21 MAGGIO  contrà Del Monte
ORE 10-19


SOSTENIAMO LA LOTTA  NONVIOLENTA DEI PRIGIONIERI PALESTINESI!
ADERIAMO e PARTECIPIAMO AL DIGIUNO!

PER  ADESIONI INDIVIDUALI  e di ASSOCIAZIONI
AGNESE: inespriante@libero.it; 347-320714
ELDA: eldagarbin@yahoo.it; 0444 963806
MASSIMO: mascorradi@gmail.com; 342-0430339
MIRIAM: miriam.gag@alice.it; 333-1144391

info: www.assopacepalestina.org; www.nena-news.it;   http://bit.ly/2ofHswI

domenica 30 aprile 2017

Due incontri a maggio per non dimenticare il popolo palestinese

Cari amici,
a maggio ecco due appuntamenti per non dimenticare il popolo palestinese:
Nonostante i media abbiano rimosso l'informazione su ciò che accade in quel piccolo, tormentato lembo di mondo, il popolo palestinese continua a esistere e a resistere con una fatica ed una dignità davvero ammirevoli.
A noi il dovere di non dimenticare  e di sostenere chi non si arrende all'ingiustizia!

UNA CHIACCHIERATA TRA AMICI
incontri ad AtTuwani e dintorni
venerdì 5 maggio 2017 ore 20,45 presso la Cooperativa Insieme
via della Scola 225 Vicenza

Alcuni vicentini, tornati da un recente viaggio neiTerritori Palestinesi Occupati, narrano del loro incontro con la comunità di At Tuwani.
Teresa, Giovanni, Luciana, Daniele ci racconteranno:
  • le donne di AtTuwani, il forno distrutto di Mufagra, la strada per la scuola dei bambini di Tuba;
  • la resistenza non violenta attuata dalla comunità di AtTuwani e la consapevolezza di questa forma di resistenza;
  • il lavoro e la presenza dei volontari di operazione Colomba, i luoghi del loro accompagnamento e lo stile di profonda condivisione, anche materiale, con la popolazione del luogo.
Il racconto sarà arricchito da foto e immagini.
Per una minima informazione sulla situazione di AtTuwani guardate la pagina di Wikipedia, abbastanza obiettiva oppure, per approfondire, gli articoli raccolti nella pagina di BoccheScucite - Voci dai Territori Occupati.

 

INCONTRIAMO IL PROGETTO PARC, PALESTINA
mercoledì 10 maggio 2017, ore 20.45 
Comunità dei Servi di Maria – Santa Maria del Cengio
Via del Convento 17 Isola Vicentina
 
Unicomondo incontra Shadi Mahmoud della organizzazione palestinese PARC (Palestinian Agricultural Relief Commitees), una delle più importanti ONG palestinesi, impegnata in programmi di sviluppo fondati sulla promozione della produzione agricola (trovate alcune informazioni su pagine internet come quella dell'Associazione Acquadolce).
Shadi sarà accompagnato da Raghad Shanti, una palestinese di Ramallah che si occupa di sviluppo per l’organizzazione tedesca KFW.

venerdì 10 marzo 2017

Presentazione del libro: "Le rose del vento"


Cari amici di Salaam, vi proponiamo l'incontro con Widad Tamimi per la presentazione del suo libro LE ROSE DEL VENTO.
 
Il Centro Presenza Donna, il luogo dove si svolge l'incontro - si trova in via S. Francesco Vecchio, n 20; trattandosi del centro storico non è possibile arrivare lì con l'auto, che però si può lasciare in uno dei quattro parcheggi del centro  oppure al parcheggio dello stadio, dove si può prendere la navetta che ferma in piazza Castello, sia per arrivare che al ritorno (il bus navetta è fino alle ore 20.30, quindi davvero molto comodo).


!


mercoledì 11 gennaio 2017

Percorsi di pace - L'aiuto sanitario internazionale nei Territori Palestinesi Occupati

Cari amici,
anche come Associazione Salaam ragazzi dell'olivo - Vicenza vi invitiamo  a partecipare all'incontro che si terrà a Vicenza, in sala Stucchi a Palazzo Trissino, venerdì 20 gennaio alle ore 17,30.
Questa iniziativa - secondo appuntamento promosso dal Comune di Vicenza dopo quello del 5 dicembre scorso presso il Conservatorio - va nella direzione di sensibilizzare la cittadinanza sulla situazione palestinese, come stabilito dalla Mozione di Solidarietà con il Popolo Palestinese, approvata il 24 novembre 2015 dal Consiglio Comunale di Vicenza.

venerdì 9 dicembre 2016

La Preghiera di Madri ebree, musulmane e cristiane

In Israele è avvenuto un piccolo grande miracolo quasi completamente ignorato dai Media: migliaia di donne ebree, musulmane e cristiane hanno camminato insieme in Israele per la pace. 



Nel nuovo video ufficiale del movimento Women Wage Peace, la cantante israeliana Yael Deckelbaum canta la canzone Prayer of the Mothers, “La preghiera delle Madri”, insieme a donne e madri di tutte le religioni, mostrandoci che la “musica” sta cambiando e deve cambiare. 


La canzone è il frutto di un’alleanza tra artiste folk israeliane e palestinesi e celebra l’ultima iniziativa del movimento delle “donne per la pace”, Women Wage Peace, nato in Israele nel 2014 e promotore di una marcia lunga 200 chilometri che ha visto, nell’ottobre scorso, migliaia di donne ebreemusulmane e cristiane unirsi in un cammino di pace verso Gerusalemme. “Non ci fermeremo finché non sarà raggiunto un accordo politico che porterà a noi, ai nostri figli e ai nostri nipoti un futuro sicuro”, è scritto nel sito del movimento, che si dichiara “senza leader e figlio del passaparola spontaneo sui social network”. Alla marcia ha preso parte anche l’attivista liberiana e premio Nobel per la pace 2011, Leymah Gbowee. Nel nuovo video dell’associazione Women Wage Peace, la cantante israeliana Yael Deckelbaum canta la canzone ‘Prayer of the Mothers’, insieme ad altre donne di ogni religione.

Un miracolo tutto femminile che vale più di mille parole vuote ed inutili.

Shalom Salam Pace