sabato 21 novembre 2020

Giornata ONU di solidarietà con il popolo palestinese

29 NOVEMBRE 2020

GIORNATA ONU DI SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO PALESTINESE

 


L’esperienza tremenda della pandemia non ha scalfito né attenuato la feroce occupazione militare della Cisgiordania e l’assedio di Gaza: continuano le demolizioni di case, le uccisioni arbitrarie, le incursioni a Gaza, il blocco di aiuti medico-sanitari per curare i malati e contenere la diffusione del contagio. Senza turismo, l’impoverimento è diffuso e generalizzato. 

IL COMITATO VICENTINO PER LA LIBERAZIONE DEI PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI 

non potendo ricordare in presenza propone un incontro online 

VENERDI’ 27 NOVEMBRE 2020 alle ore 18,30 

Ascolteremo le voci:

• di un operatore umanitario vicentino rientrato da Gaza nel febbraio scorso 

• della rappresentante di una O.N.G. italiana (attualmente in Palestina) 

• di Elisabetta Bartuli, arabista e traduttrice 

• di un volontario di OPERAZIONE COLOMBA 

Non dimentichiamo la sofferenza del popolo palestinese, che dal 1948 vive “la tragedia di essere vittima delle vittime “(E. Said)

INVITA I TUOI CONTATTI E CONDIVIDI 

Per partecipare alla videoconferenza clicca il seguente link: https://meet.google.com/pwk-vhhd-edf

venerdì 19 giugno 2020

Libertà e Giustizia per la Palestina

Il Comitato Vicentino per la Liberazione dei Prigionieri Politici Palestinesi accoglie l’appello delle Rete della Pace (vedi sotto) e invita a partecipare ad un presidio

sabato 27 giugno, dalle ore 16 alle ore 17
in piazza Matteotti a Vicenza
Il Comitato Vicentino è composto da diverse associazioni: CGIL, Pax Christi, MIR, Progetto sulla Soglia, Salaam Ragazzi dell’Olivo, Arci Servizio Civile, Da Adesso in Poi, Fornaci Rosse.
Aderisce anche l’ANPI di Vicenza.


Un'ulteriore informazione
Giovedì 25 giugno, nella seduta del Consiglio Comunale on line a partire dalle ore 15, l’ordine del giorno al punto 32 prevede “richiesta di dibattito su ANNESSIONE DEI TERRITORI DELLA  CISGIORDANIA”.
La richiesta di tutti i capigruppo della minoranza è stata presentata dai consiglieri Asproso, Sala, Selmo, Colombara, Tosetto.
_._._._
Alle associazioni, comitati, gruppi aderenti alla Rete della Pace
L'annunciata decisione da parte del nuovo governo israeliano di procedere con l'annessione di parte dei territori palestinesi, impone a tutti coloro che hanno a cuore il processo di pace giusta tra Palestina ed Israele, di prendere posizione e mobilitarsi contro questo atto  che, se confermato, rappresenta la fine delle speranze per il popolo palestinese di avere riconosciuto il proprio diritto ad uno stato libero, autonomo ed indipendente.
Per questo, già nel mese di marzo, insieme ad altre reti e piattaforme, abbiamo promosso un appello rivolto al governo italiano, chiedendo di agire a favore del rispetto dei diritti umani e di riconoscere lo stato di Palestina, con una raccolta di adesioni e firme individuali e di associazioni che concluderà il 20 giugno prossimo, per poi chiedere un incontro e consegnare le nostre richieste con le firme raccolte al governo.
Ora, su richiesta della Comunità Palestinese in Italia, abbiamo deciso di aderire, congiuntamente, come Rete della Pace e Rete Italiana Disarmo,  alla mobilitazione convocata per il prossimo 27 giugno in diverse città italiane: Roma, Milano, Napoli, Bari, per ribadire il NO all'Annessione dei territori palestinesi e richiedere l'urgenza del riconoscimento dello stato di Palestina da parte del governo italiano, dell'Europa e dei paesi membri.
Invitiamo quindi le associazioni, i comitati, i gruppi ad aderire all'appello ed a partecipare in modo coordinato ed ordinato, alle mobilitazioni, portando la bandiera della pace, come nostro segno di impegno e di riconoscimento.
Sergio Bassoli
per il Coordinamento della Rete della Pace



domenica 24 novembre 2019

Diciamo a Mie Pompeo: "Gli insediamenti israeliani violano le leggi internazionali!"

Giorni fa Mike Pompeo, Segretario di Stato USA, ha dichiarato che gli Stati Uniti non considerano più le colonie israeliane in Cisgiordania illegittime, ossia contrarie al diritto internazionale. Qualche ora dopo il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha approvato il disegno di legge che permetterà a Israele di annettersi la Valle del Giordano, adempiendo a una promessa già manifestata durante la recente campagna elettorale.

Ma la storia ci ricorda che ...


Nel 1947 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la Risoluzione n. 181 del 29 novembre, aveva decretato la divisione della Palestina in due Stati, prevedendo uno status speciale per la città di Gerusalemme. Da allora le Nazioni Unite sono intervenute più volte mediante numerose e importanti Risoluzioni, come quelle n. 242 del 22 novembre 1967, n. 338 del 22 ottobre 1973 e n. 465 del 1° marzo 1980, che ancora oggi costituiscono la via maestra per ogni possibile percorso di pace.


Infine è intervenuta la Corte Internazionale di Giustizia che ha pronunciato delle parole definitive sullo status giuridico dei territori occupati da Israele a seguito della guerra dei sei giorni. La Corte è la bocca del diritto internazionale: essa ci dice cosa è legale e cosa è illegale nell’ordinamento internazionale. Con la sentenza del 9 luglio 2004 la Corte ha ribadito che tutti i territori che si trovano al di là della linea verde (la linea di armistizio del 1949), ivi compresa la zona Est di Gerusalemme, sono territori occupati a seguito di un conflitto bellico e che Israele è una Potenza occupante, come tale vincolata, nell’amministrazione dei territori occupati, al rispetto delle obbligazioni derivanti dal diritto dei conflitti armati.

Insediamenti israeliani su territorio palestinese


Due sono le conseguenze fondamentali emerse dal riconoscimento dello statuto giuridico dei territori occupati. 

La prima è che il popolo palestinese è titolare di un diritto all’autodeterminazione, che deve essere attuato, ovviamente, con mezzi pacifici, ma non deve essere pregiudicato con modifiche del territorio e della sua composizione demografica, realizzate attraverso la politica dei “fatti compiuti”. 

La seconda è che, nell’amministrazione dei territori occupati, la Potenza occupante deve rispettare le Convenzioni internazionali, ivi compresa la IV Convenzione di Ginevra, che esplicitamente vieta alla Potenza occupante di trasferire una parte della propria popolazione nei territori occupati (art. 49). La Corte quindi riconosce che gli insediamenti dei coloni nei territori occupati sono illegali in quanto costituiscono una “flagrante violazione” della IV Convenzione di Ginevra.

... e quindi?


Allorché il portavoce di Trump dichiara che le colonie non sono più illegali, in realtà demolisce il diritto internazionale e legittima la legge della giungla nelle relazioni internazionali, mandando in esilio il diritto.


La questione va al di là del caso specifico: attraverso queste condotte si rinnega l’ordine giuridico costruito dopo la seconda guerra mondiale, fondato sul presupposto che la pace si raggiunge attraverso il diritto. Demolire la trama, pur esile, del diritto e delle Convenzioni che regolano le relazioni internazionali significa precipitare l’umanità intera in una condizione di conflitto perenne.

(testo tratto dal sito Facebook di Bocchescucite)

Volendo firmare contro il recente pronunciamento americano sulle colonie israeliane si può andre sul sito di Codepink, un'organizzazione di base guidata da donne che lavora per porre fine alle guerre e al militarismo statunitensi, sostenere iniziative per la pace e i diritti umani e reindirizzare i soldi delle tasse verso l'assistenza sanitaria, l'istruzione, i lavori verdi e altri programmi di affermazione della vita.

giovedì 21 novembre 2019

Sguardi dalla Palestina - Terzo appuntamento: La strada dei Samouni

SGUARDI dalla PALESTINA

(SESTA RASSEGNA DI FILM PALESTINESI)

Il terzo appuntamento della rassegna sarà

LUNEDI’ 25  NOVEMBRE ORE 20,30
presso CINEMA PRIMAVERA, VIA OZANAM VICENZA


LA STRADA DEI SAMOUNI

di Stefano Savona, animazioni di Simone Mas


(vincitore del prestigioso “Oeil d’or” come 
Miglior Documentario dell’edizione di Cannes 2018)
 durata 128 minuti


Si svolge nella periferia rurale di Gaza City, in cui una piccola comunità di contadini, la famiglia Samouni, si appresta a celebrare un matrimonio, la prima festa dopo la fine della guerra. Amal, Fouad, i loro fratelli e cugini hanno perso i loro parenti, le loro case. Il quartiere adesso è in fase di ricostruzione, si piantano gli ulivi e si lavora ai campi distrutti dai bombardamenti ma il compito più difficile è un altro: ricostruire le loro memorie. 

Alternando sequenze di documentario e di animazione, seguendo il filo dei ricordi, Samouni Road racconta un ritratto di famiglia prima, dopo e durante i tragici avvenimenti che hanno cambiato per sempre le loro vite.


Dal laboratorio al festival "Cinéma italien"di Annecy.  
STEFANO SAVONA: 
”Allora ho incontrato questa famiglia, i Samouni. Ho cominciato a conoscerli ed è avvenuto come uno scambio di doni. Se il mio dono era la macchina da presa, filmarli, il loro dono era parlarmi, guardare, ricordare, vivere e ri-vivere. Trasformare un atto semplice come sbucciare una arancia in qualcosa di speciale. Sbucciarla lentamente, con un gesto solenne, quasi da attore hollywoodiano, e poi donarmi uno spicchio di quel frutto. Oppure indicarmi i luoghi, gli angoli della loro casa bombardata, raccontarmi albero per albero, ripercorrere le loro vite. 
Con una capacità da parte loro di far emergere gli aspetti più narrativi, l’unicità di ciò che avevano vissuto. Allora, in quei momenti, ho capito che potevo cominciare a raccontare veramente la vita, la vita che cambia. Quando ad esempio questa bambina ha cominciato a raccontarmi la storia di quegli alberi che circondavano la sua casa. Albero per albero. Allora la ricostruzione della memoria faceva rivivere tutto, davanti la macchina da presa.”

sabato 16 novembre 2019

Sguardi dalla Palestina - Secondo appuntamento

SGUARDI dalla PALESTINA

(SESTA RASSEGNA DI FILM PALESTINESI)


Il secondo appuntamento della rassegna

LUNEDI’ 18  NOVEMBRE ORE 20,30


presso CINEMA PRIMAVERA, VIA OZANAM VICENZA

Questa volta verranno proiettati cinque cortometraggi:


Without waves  

di Wisam Al Jafari 8’

In soli 8 minuti il film rappresenta con originalità e una buona dose di ironia la vita all’interno dei campi profughi.



Exodus of a refugee  
di Mahmoud Farajallah 11’
I tanti tentativi degli abitanti della Striscia di Gaza di uscire dalla Striscia ed entrare nei Territori Palestinesi Occupati.
Bloody Basil
 di Elia Ghorbiah 14′
Il documentario racconta la situazione delle donne palestinesi che lavorano nelle colonie israeliane. Le lavoratrici sono sottoposte a continui abusi e umiliazioni; il regime di occupazione ha confiscato le terre ai contadini palestinesi, costringendoli a lavorare negli insediamenti illegali sotto un regime di caporalato.

The Crossing  

di Ameen Nayfeh 11’

Shady e la sorella Maryam sono entusiasti di visitare il nonno malato dall'altra parte del muro; il fratello maggiore Mohammed arriva in fretta con il permesso di attraversare. Giunti al checkpoint scoprono che avere un permesso, a volte, non è abbastanza per passare.

In the land of oranges
(Nella terra delle arance)

di Nadir Mauge 15'


Angele Hazboun (94 anni) e sua sorella Odette (79) vivono in solitudine. Hanno lasciato la piccola città di Betlemme, in Palestina, dove hanno vissuto la loro vita dopo essere state costrette a lasciare la loro città natale, Jaffa, decenni prima. Ormai anziane e stanche della situazione, si rivolgono alla camera per raccontare la loro storia nel tentativo di ricordarci il passato e riconnettersi con la vita che un tempo hanno conosciuto.